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Turismo a novembre? Si può fare

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Quanti gradi? Ventinove anche oggi, e non vedi in giro lo spiffero di un camino o l’odore acre dei ceppi che bruciano la risulta dei vigneti nemmeno a pagarli. Quanti gradi? C’è chi dice trenta al picco di un mezzogiorno solare, non accadeva dal 1946, dicono, e dalla costa scorgi diportisti che solcano un mare caldo e calmo oltre a danesi e tedeschi che a basso prezzo sono tornati padroni di spiagge vuote. Purtroppo sono solo loro che buttano in mare anche l’altra stagione lasciando a chi la gestisce l’amara idea di una destagionalizzazione possibile e anche quest’anno fallita. Vieste, regina delle vacanze: qui si condensa il grosso del turismo pugliese, ne catalizza il 40 per cento, con 46 mila posti letto ufficiali, ma di fronte ad una insospettabile e inattesa ondata di bel tempo fuori stagione, saranno si e no una quindicina gli alberghi ancora aperti. «Qui con cento euro, anche ottanta, ci sono strutture che a novembre offrono pacchetti interessanti». Un inglese gioca con il figlio in battigia, poco più in là qualche comitiva tedesca prende il sole spalmata sulla sabbia sotto gli occhi increduli di chi a novembre non avrebbe mai immaginato una postilla all’industria del sole. L’assessore provinciale al turismo parla di destagionalizzazione come termine un tantino obsoleto. «Il problema vero – dice Nicola Vascello – è riuscire a puntare su un turismo sempre che comprenda e metta in rete offerte ulteriori. Io vengo da Orsara dove l’altro giorno è stata mandata in onda – per esempio- la festa dei Fuca cost e c’erano qualcosa come ventimila persone. Abbiamo un territorio che ci consente opportunità diverse, siamo una terra straordinaria, ci possiamo permettere fatturati che non siano concentrati sui soli periodi di alta e bassa stagione. Siamo reduci da due forum dai quali è venuta fuori la sintesi di lavorare per migliorare l’offerta: basta costruire posti letto (45 mila posti letto dichiarati a Vieste) incominciare a investire in servizi al turista, attività di supporto alla ricettività alle famiglie. O parchi avventura: percorsi nei boschi veri e propri attrattori turistici, la mappatura dell’orienteering. Oggi i turisti arrivano a San Giovanni per un giorno e mezzo: mettere a sistema tutti i sistemi turistici che abbiamo. San Giovanni fa lo stesso numero di arrivi di Vieste, cambia la permanenza media: nove giorni contro un giorno e mezzo nella città di Padre Pio; un milione e 800 mila presenze a Vieste contro le 500 mila presenze a San Giovanni. Alfred Schmidt si è lasciato fotografare assieme al suo bambino tra le onde della spiaggia di Scialmarino ospite del camping «Oasi» – essere a Vieste sotto questo sole e immersi in questo mare azzurro. Da noi a Monaco è già pieno inverno, mentre qui è ancora estate e noi ci stiamo davvero bene anche se siamo in pochi in questo residence. Però siamo trattati molto bene e siamo felici. Tutto bello. Grazie Vieste».Vacanza a poco prezzo, giornate straordinarie, ottima cucina: cosa si vuole di più dalla vita? Loro, i tedeschi e gli inglesi che stazionano a Vieste in questo periodo, lo hanno capito benissimo. Peccato che gran parte degli operatori turistici e commerciali continuano a capirlo poco.
La diversificazione viaggia su parametri tra i più vasti: dalla gastronomia ai percorsi religiosi, dai parchi avventura ai laghi e alle zone umide. Un albergatore si concede: «Una stagione così non può fare testo: 30 gradi a novembre sono e restano un evento eccezionale. Pacchetti? Ospitiamo comitive aziendali a 100 euro tutto compreso a novembre. Sono d’accordo con l’offerta da diversificare, ampliare». Già ma sul turismo non ancora si sente appieno l’incidenza di un aeroporto che ha ripreso a funzionare con risultati strabilianti. Servono i charter. Altro argomento da valutare.


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