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Vieste/ Fu picchiata dal fidanzato morta dopo tre mesi

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E’ durata tre mesi l’agonia di lwona Elizabeta Budryin la donna polacca, colpita con calci e pugni dal suo convivente, un uomo di Vieste arrestato dai carabinieri il 27luglio scorso. La donna, una cameriera di cinquantuno anni, è morta lunedì sera nell’ospedale di San Giovanni Rotondo dove era stata ricoverata, in prognosi riservata, per le ferite procuratole dal convivente. Il 27 luglio i carabinieri di Vieste avevano arrestato il compagno della donna Giuseppe Papagni, di quarantacinque anni, con l’accusa di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Per futili motivi l’uomo l’aveva colpito ripetutamente con calci e pugni in più parti del corpo.  Non era la prima volta che l’uomo picchiava la donna, ma quel giorno i colpi erano stati molto più violenti dei passato e la polacca fu ricoverata, dopo l’intervento dei carabinieri, all’ospedale di San Giovanni Rotondo. In un primo momento le sue condizioni non erano preoccupanti: dopo qualche giorno però è entrata in corna. In seguito alle percosse subite si erano lacerati alcuni organi vitali, come l’intestino e i reni non funzionavano più in modo corretto. Con il passare delle settimane le sue condizioni sì sono aggravate sempre di più fino a quando la polacca è entrata in corna, anche a causa di una infezione interna. Un’agonia conclusasi lunedì sera quando il cuore della donna ha cessato di battere. Giuseppe Papagni è ora agli arresti domiciliari, dopo aver scontato un periodo in carcere: non è escluso che gli inquirenti modifichino l’accusa da lesioni personali e maltrattamenti in famiglia in quella di omicidio.


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