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Calciopoli in Puglia nei tornei giovanili (2)

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«Ecco come in Federazione facevano sparire le squalifiche»   BARI – «No, non ho fatto ricorso contro la mia squalifica. Aspetto la conclusione delle indagini sportive. Poi, probabilmente, qualcuno verrà chiamato a risarcire il male che mi ha fatto». Franco Massari, 56 anni, patron della Polisportiva Bitonto, è nel calcio da mezzo secolo: «Ho trovato un posto in banca – dice – perché a vent’anni sapevo giocare a pallone». È grazie a questo signore d’al – tri tempi, alla sua attenzione maniacale per i documenti ufficiali, se la truffa delle ammonizioni è venuta a galla. «Un giorno – racconta – mi sono reso conto che un giocatore del Bitetto era passato direttamente dalla terza ammonizione alla quinta, saltando dunque la squalifica. La domenica successiva, guarda caso, avevamo uno scontro diretto per la salvezza proprio con il Bitetto».

E allora lei che cosa ha fatto? «Ho telefonato in Federazione a Bari. Ho fatto presente la circostanza a un impiegato. “Non è possibile”, mi ha detto. Poi però hanno mandato un telegramma urgente per correggere l’errore. La settimana dopo apro il comunicato e non credevo ai miei occhi: lo avevano fatto di nuovo, con un altro giocatore».

E a quel punto lei ha ritelefonato. «Esatto. Ma ho chiamato anche Roma, l’ufficio indagini. Dove un solerte giudice ha fatto una stampa al terminale di tutta la situazione delle ammonizioni in Puglia, e così in pratica li ha incastrati. Loro, a Bari, ovviamente non lo sapevano: così quando a giugno 2007 in Corso Italia sono arrivati gli ispettori, quei signori non potevano più manomettere il computer per sistemare le cose».

Poi però loro sono ancora lindi e pinti, invece la Federazione ha squalificato lei… «L’impiegato ha dichiarato al giudice sportivo che io lo avevo minacciato. Ma non lo ha fatto subito. Se n’è ricordato sei mesi dopo quella famosa telefonata, nella quale lo avevo invitato a fare le cose per bene altrimenti mi sarei rivolto io alla giustizia sportiva. La verità è che hanno fatto una vigliaccata nei miei confronti. Io in questi anni ho scritto centinaia di lettere alla Federazione in cui chiedevo legalità. Legalità per i nostri ragazzi. Ne ho ricevuto soltanto squalifiche, per non parlare di tutti i torti di cui ovviamente non ho prove. Lottavo contro i mulini a vento, nessuno mi credeva. Ma adesso da tutta questa storia la Puglia ne esce malissimo a livello nazionale. Qui c’è qualcuno che predicava bene e razzolava male».

Già, appunto. Di chi è la colpa, secondo lei? «Non mi faccia parlare. Le dico solo quanto ho riferito all’ufficio indagini: è evidente che per fare una cosa del genere era necessaria una vasta rete di complicità. Se qualcuno chiedeva un favore c’era qualcun altro che glielo faceva, no? La colpa è di noi presidenti, che per non farci squalificare un ragazzo siamo pronti a venderci al primo che passa».

Come si sente adesso, presidente Massari? «Guardi, posso dirle questo. Qualche campionato fa mi è capitato di retrocedere per episodi strani. Certo, non ho prove per dire che qualcuno li avesse organizzati a mio danno anche se potrei raccontare decine di circostanze in cui è successo letteralmente di tutto. Oggi però mi sento più tranquillo. So che se la mia squadra perdesse il campionato potrei dire ai miei ragazzi che è giusto così, e che se siamo stati battuti è accaduto soltanto perché gli avversari sono stati più bravi di noi».


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