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Ospedali ecclesiastici c’è il Piano di riordino

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A due mesi dal varo del Piano della salute comincia a prendere forma il conseguente riordino ospedaliero. Ovvero: l’attribuzione dei posti letto per ciascuna unità operativa, in ciascun ospedale.  Il Piano assegnava sei mesi di tempo alle Asl, cui è demandata l’attuazione del provvedimento. Sono state definite le riorganizzazioni ospedaliere di quelle strutture che non rientrano formalmente in alcuna Asl e dipendono per così dire dalla Regione. In particolare dei tre enti ecclesiastici (Miulli, Casa sollievo e Panico) e degli Irccs pubblici (Oncologico, De Bellis) e privati (Medea, Maugeri). In questi casi il riordino è pronto. Resta da completare l’organizzazione di Casa divina della Provvidenza (Bisceglie e Foggia) e dei due Policlinici (Bari e Foggia). Nelle settimane scorse si sono succeduti numerosi incontri tra i vertici dell’assessorato della Salute e i responsabili delle diverse strutture. L’assessore Alberto Tedesco, interpellato, fa sapere che «tutto sarà ufficiale non appena avremo completato gli accordi, non prima». Tuttavia, nonostante il riserbo, trapela la sostanza delle intese.
Gli enti ecclesiastici assumeranno il ruolo di ospedali di riferimento. Casa Sollievo, a San Giovanni Rotondo, perde una cinquantina di posti letto (ne avrà 950), ma acquisisce definitivamente Cardiochirurgia. Le era stata riconosciuta, ma non era avviata: l’inerzia poteva comportare la revoca. Acquisiti 4 ulteriori posti per la terapia intensiva post operatoria e la rianimazione pediatrica (due letti).


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