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Vieste/ Crisi dell’olivicoltura: l’ordine del giorno proposto da Giuffreda (Pd)

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È ormai nota a tutti la grave crisi di mercato che ha investito il comparto agricolo ed in particolare, per quanto ci riguarda, il settore olivicolo.

In questi giorni le nostre imprese agricole rischiano il fallimento a causa di quotazioni, per l’olio extravergine di oliva, al limite dello strozzinaggio.
Operazioni speculative, favorite da massicce importazioni di prodotto dall’estero, stanno mettendo in ginocchio le nostre imprese con gravi ripercussioni sui bilanci aziendali e sui livelli di occupazione.
L’olio extravergine di oliva di qualità è, di fatto, l’unica produzione per le imprese agricole locali, ma il suo basso prezzo non consente di coprire nemmeno le spese da sostenere per la raccolta.
Da gennaio, a campagna olearia conclusa, si farà sentire nella sua drammaticità tutto il peso della crisi. Le imprese non saranno nelle condizioni di sostenere l’onere delle anticipazioni colturali.
L’olivicoltura, che nei mesi invernali ha storicamente rappresentato una “valvola di sfogo” per la richiesta di lavoro da parte di manodopera impegnata in altri periodi in settori diversi da quello agricolo, non sarà in grado di assorbire l’esubero di manodopera determinato anche dalla flessione dell’edilizia.
La riduzione, ed in alcuni casi l’assenza, delle operazioni colturali, a partire dalla potatura, può avere gravi ripercussioni sul nostro patrimonio ambientale. Proviamo ad immaginare il nostro paesaggio costituito da olivi non più coltivato ed abbandonato. Anche per questi motivi la crisi del settore olivicolo può diventare la crisi per tutto il nostro sistema produttivo.
Dalle linee programmatiche di questa amministrazione leggo
  “E’ impensabile per Vieste trascurare il proprio territorio, pensarla senza una olivicoltura
fiorente. Del PIL viestano fanno parte i circa 200mila quintali di olive che fanno realizzare una
produzione di olio pregiato di circa 40mila quintali.
PROPOSTE
? STRADE DELL’OLIO
Reiterare la creazione delle Strade dell’Olio, itinerari che coinvolgono tutte le aziende
produttrici di olio, qualunque ne sia la dimensione con visite guidate.
? MERCATINI
? Istituzione di mercatini durante il periodo estivo aperti esclusivamente alle aziende viestane
produttrici di specialità locali, agricole ed artigianali.
? COOPERATIVE DI SERVIZI
? Stimolare la nascita di cooperative di servizi in agricoltura e di commercializzazione dell’olio.
? CONSORZI TRA PRODUTTORI OLIVICOLI
? Stimolare la realizzazione di consorzi tra produttori olivicoli.
? BORSA MERCI LOCALI
? Istituzione di una locale Borsa Merci ove far incontrare domanda e offerta, con redazione
settimanale di mercuriali.
? SPORTELLO INFORMATIVO
? Apertura di uno Sportello Informativo presso alberghi e residence per la conoscenza dell’olio
viestano.
? NUOVE STRADE RURALI
? Creazione di nuove strade rurali. Manutenzione di quelle esistenti al fine di realizzare “il
retroterra” anche ai fini turistici.
? ELETTRIFICAZIONE RURALE
? Favorire l’erogazione dell’energia elettrica in zone rurali scoperte
? REDDITO DELL’OLIVICOLTORE
? Favorire politiche a favore del “Reddito dell’Olivicoltore” e promozione dell’olio viestano con
partecipazione a fiere e manifestazioni. Istituzione di una Sagra dell’Olio Viestano da tenersi a
novembre con degustazione del novello.
? LOTTA A VENDITORI AMBULANTI
? Lotta ai venditori ambulanti che attentano alla immagine dell’olio viestano con sofisticazioni e
frodi alimentari, delle quali è sempre vittima il turista in buona fede.
? LOTTA AL PASCOLO ABUSIVO
? Lotta al pascolo abusivo di cui tutti i proprietari terrieri viestani sono vittime.”

A due anni di distanza quante di queste proposte sono state attutate? Il silenzio in materia agricola, della Giunta e in particolar modo dell’Assessore all’agricoltura, è quantomeno imbarazzante. Di fronte a questa crisi quali iniziative intendono prendere?

È nei momenti difficili come questo che le istituzioni devono dimostrare tutta la loro capacità di sostenere lo sviluppo di una comunità. In momenti come questi non ci si rassegna alle logiche del mercato ma si difende un prodotto che rappresenta la storia, la tradizione, la cultura, la stessa tenuta sociale di una comunità e di un territorio. Non si ragiona più se è conveniente per le imprese turistiche e per i ristoratori, per esempio, acquistare dalla grande distribuzione anziché sul mercato locale.
Anche su questo dobbiamo impegnare l’Amministrazione Comunale a favorire un incontro tra gli operatori economici del territorio per trovare adeguati sbocchi di mercato alle nostre produzioni.
Su questo punto saluto positivamente l’iniziativa della Provincia di Foggia per favorire il consumo delle produzioni territoriali. Una bella risposta ad un momento di crisi che non mancherà di dare risultati positivi se ad essa si accompagnano iniziative da parte delle amministrazioni locali.

Sulla base delle considerazioni svolte propongo al Consiglio Comunale di approvare la seguente mozione:

il Consiglio Comunale, preso atto della grave crisi che investe il comparto olivicolo che rischia di provocare danni sul piano economico, sociale ed ambientale anche nel nostro territorio; considerata la necessità di intervenire con la massima celerità a tutti i livelli, da mandato al Sindaco di incontrare gli operatori economici locali per prendere iniziative adeguate per il sostegno delle produzioni agricole. Nello stesso tempo, il Consiglio Comunale sulla base del dibattito sviluppato che si riporta integralmente,
Chiede
al Governo Regionale di adoperarsi per favorire nelle sistema ricettivo pugliese le produzioni agricole territoriali;
al  Governo Nazionale di mettere in atto tutte le iniziative volte alla tutela della specificità delle produzioni, a partire dalla indicazione in etichetta della provenienza dei prodotti alimentari, e della stessa salute del consumatore 

Antonio Giuffreda


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