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Il ministro Zaia: 10 milioni per salvare l’olio

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L’olivicoltura pugliese è entrata nell’agenda nazionale ed europea. Anche se l’incontro sulla crisi dell’olio presso il dicastero delle Politiche Agricole è stato procrastinato di alcuni giorni, il ministro Luca Zaia ha cercato di farsi perdonare permettendo un’ampia discussione che ha coinvolto amministratori locali, organizzazioni di categoria e associazioni di produttori non solo pugliesi, ma anche lucani, campani e calabresi. Mentre, sotto la sede del ministero, imperversava la protesta di centinaia di olivicoltori giunti dalla Puglia, il presidente Nichi Vendola illustrava al ministro leghista la piattaforma unitaria del settore e «lo stato di sofferenza acuta, economica e sociale, che coinvolge un comparto fondamentale della vita pugliese, che esplode «quando il prezzo diventa così basso da non essere remunerativo neanche del lavoro per la raccolta delle olive».

Al termine del confronto, il ministro Zaia ha annunciato la disponibilità di 10 milioni di euro per un piano di settore e le questioni che affronterà oggi al consiglio dei Ministri di Bruxelles: «In Italia – ha spiegato – abbiamo un problema di sovrapproduzione di olio, che va dal +5% della Puglia al +35% della Toscana e con 2 regioni particolarmente colpite, la Puglia che produce il 38% dell’olio nazionale e la Calabria il 32%. Inoltre – ha proseguito – c’è qualcosa che non funziona nella bilancia dell’import-export se si considera che esportiamo 350 mila tonnellate di qualità e ne importiamo 450 mila di olio non degno di questo nome». In sede comunitaria «parlerò della possibilità – ha aggiunto – di avere libertà di azione nel ritiro all’ammasso di almeno 350 mila tonnellate di olio e chiederò di inserire tra i settori per cui è previsto l’aiuto agli indigenti anche l’olio».

Vendola ha reso noto che il ministro «si impegna affinché la fiscalizzazione degli oneri sociali possa diventare strutturale e a scongelare 2 miliardi di euro di fondi Agea entro il 31 dicembre: un ossigeno indispensabile per la sopravvivenza dell’olivicoltura», ha aggiunto il governatore, ma su cui c’è la riserva del Tesoro. Inoltre il ministro «ha assunto impegni determinanti sui controlli di legalità – ha aggiunto –, le etichettature e le miscelazioni, perché è oramai di assoluta evidenza che viene spacciato per olio italiano un prodotto che ha provenienze non solo comunitarie».

Se il Senato ha prorogato al 31 marzo l’intervento sugli oneri sociali, il presidente pugliese ha auspicato che non si prosegua con le proroghe, ma si stabilizzi e si renda strutturare lo sconto fiscale. Da domani, comunque, la Regione Puglia convocherà un tavolo tecnico per approfondire la possibilità di «compiere scelte regionali – ha spiegato Vendola– che possano migliorare la sofferenza del comparto e mi sentirò quotidianamente con il ministro Zaia». «Il nostro primario obiettivo – ha concluso Vendola – è passare la nottata, solo dopo potremo riflettere su come riorganizzare il settore».

L’assessore alle Risorse Agroalimentari Enzo Russo, invece, parla dei 10 milioni di euro messi a disposizione per la promozione dell’olio: «La metà rispetto a quanto abbiamo richiesto per il sostegno all’olio del Mezzogiorno» e «dell’intervento per la ristrutturazione del debito delle imprese olivicole, su cui – ha annunciato – ci sarà un confronto con Ismea a livello regionale».


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