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Ischitella/ Su assistenza anziani divampa la polemica

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I consiglieri di minoranza “interrogano” il sindaco, e nella risposta il primo cittadino – a parere del portavoce del gruppo consiliare degli interpellanti, Rocco Guerra – ha un atteggiamento offensivo del decoro dei due consiglieri”. Succede ad Ischitella e i fatti dicono del clima, certamente non prenatalizio, che si respira a Palazzo di città. Andiamo per ordine. I consiglieri di minoranza, Maria Stella Barrasso e Michele Castelluccia, del gruppo “Il Popolo delle Libertà per Ischitella e Foce Varano”, avevano chiesto al sindaco, Piero Colecchia, i motivi per i quali il Comune di Ischitella non aveva versato la quota parte per il servizio di assistenza domiciliare, tenuto conto che il Comune è assolutamente privo di qualsiasi presidio sociale; inoltre, l’ammontare della quota non versata. Nella stessa nota, i due consiglieri si chiedevano se fosse ipotizzabile che un servizio “così peculiare”, qual è l’assistenza domiciliare, si sarebbe potuto affidare ad un eventuale personale assunto con il progetto “Borsa lavoro”, trattandosi di personale transitorio e al quale, oltretutto, non si possono affidare servizi alla persona. Ancora, i consiglieri Barrasso e Castelluccia avevano sottolineato il fatto che l’atteggiamento dell’esecutivo comunale che sull’assistenza domiciliare aveva scelto la “strada della semplicità e del pressapochismo”. Il sindaco, Piero Colecchia, nell’assicurare che il personale assunto in base al progetto “Borse lavoro” non aveva mai sostituito gli operatori dell’assistenza domiciliari, invitava i due consiglieri a voler documentare l’eventuale loro diverso utilizzo con “fatti e non con semplici illazioni”. Il sindaco, a proposito della quota non versata, ha precisato che ammonta a 58 mila euro, situazione debitoria ereditata dalla precedente amministrazione (la giunta Colecchia si è insediata a maggio scorso). Colecchia garantiva – che l’amministrazione, contrariamente a quanto “irriverentemente” riportato dagli interpellanti, ha avuto incontri sia con il presidente della cooperativa che con il responsabile dell’Ufficio di Piano di zona, allo scopo “non solo per non far cessare il servizio, ma per mantenerlo operativo e, nello stesso tempo, per concordare le modalità di pagamento del debito.


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