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Vieste, il diluvio dopo Mimì Spina….?

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Il presidente del consiglio comunale di Vieste Michele Mascia giura fedeltà al suo sindaco Ersilia Nobile. Ma gli incidenti di percorso non mancano tanto che, qualche giorno fa, il primo cittadino se l’è presa con lui per un “ritardo” nell’inserimento di due ordini del giorno –straordinari- su lottizzazione di edilizia privata. Lo scontro fra i due riguarda i tempi di convocazione del prossimo consiglio comunale previsto per il  9 dicembre. Secondo Mascia l’iter di controllo delle pratiche non è stato completato in modo sufficiente da poter presentare le due pratiche per l’approvazione, il sindaco, invece, ha chiamato il suo presidente, al limite dei margini previsti per la convocazione, pur di far rientrare i plichi nel fascicolo della prossima riunione. In una lettera aperta ai cittadini di Vieste, Mascia ha fatto appello al ritorno ad una politica “che si preoccupi della gente”. I dissapori fra Mascia e Nobile riguardano anche l’approvazione dello scorso bilancio. A Vieste governa il centrodestra ormai da decenni ed è in questa compagine che è racchiusa la storia politica ed anche economica del paese adagiato sul mare. Ersilia Nobile, sorella di Carlo Nobile, viene scelta per fare il sindaco dopo la stagione di Mimì Spina Diana. L’ex sindaco di Vieste, anche parlamentare, uomo di legge, prefetto, radicato nel ventre antico delle famiglie che contano in paese, è stato la camera di compensazione di interessi diversi. Con un ruolo di mediazione fra la classe colta del luogo, aperta alle novità e all’imprenditoria, in grado di portare in politica gli imprenditori di mestiere. Mimì inverte, ante litteram, il trend dell’attività politica come base principale del vivere e crea, effettivamente, una classe dirigente a partire dagli inizi degli anni ’90. Scegliere un primo cittadino dopo di lui non era facile, Carlo Nobile era designato successore. Uomo d’impresa, raffinato, amante dei piaceri della vita, non era comunque l’unica scelta in cantiere. L’altro aspirante era Raffaele Zaffarano, meno dandy di Nobile ma molto attrezzato nella conoscenza della macchina amministrativa. Alla fine si puntò sulla sorella Ersilia con la mediazione di Giovanni Rosiello, padre dell’attuale assessore al turismo Nicola Rosiello, vera eminenza azzurra in consiglio comunale. Spina Diana continua  a mantenere il controllo di alcuni rappresentanti nell’assemblea cittadina, Mascia è uno di questi. Gli equilibri sono mutati però dai giorni della sua guida cittadina. Stanno riprendendo quota gli interessi del mattone: non che siano mai venuti meno, solo che gli appetiti affaristici si sono fatti pressanti. Mimì seppe gestire la speculazione, oggi tutti parlano di una lobby affaristica ad orientare le scelte dell’amministrazione. A dire il vero è una rimostranza che fa la Nobile, quando le hanno “ritardato” le pratiche di lottizzazione, dal suo punto di vista, ha accusato di ostruzionismo questo presunto cartello trasversale. La zona in cui costruire è quella di completamento, Scialara. Nessuno sa chi costruirà nell’area, né tanto meno cos’avranno in cambio i proprietari. Deus ex machina della firma apposta per la liberatoria è Franco Forte, architetto, suggeritore dell’aggregazione dei proprietari per ottenere il fatidico “indice”. Mentre è ancora ignoto ai più chi innalzerà palazzi al posto di case rurali, Vieste luccica di villaggi ed hotel. La destagionalizzazione ha portato ad aprire anche d’inverno. La potenza economica in un paese marino si misura dalla ricettività. Gigì Manzionna, fra Hotel degli Aranci, Spiaggia Lunga, Capo Vieste, Orchidea, Punta Lunga e Diomede, offre 8  mila posti letto. L’imprenditore è anche presidente regionale del Cotup, amico di Gino Di Rodi, politico con varie entrature in Fi. Con Di Rodi siamo al commerciante di olio, oltre che al proprietario della Giara e di una lottizzazione in contrada Pantanello. Scendiamo a 3mila posti letto per Gino Notarangelo, titolare del villaggio La Gattarella. La famiglia è proprietaria dell’Hotel Merinum e Scialara, oltre che del villaggio Arcobaleno vicino a Pizzomunno. E’agganciato politicamente con l’Udc tramite l’attuale vicesindaco Saverio Prencipe, l’area di Angelo Cera. La gestione del porto di Vieste è fra gli interessi di Notarangelo, in accordo con la ditta Passalacqua di Apricena dato che l’imprenditore garganico ha sposato una Passalacqua. Il riferimento politico di Stefano Martucci era invece Carlo Nobile. Martucci è proprietario dell’hotel I Melograni e del villaggio Baia degli Aranci ed ex presidente della Consorzio degli operatori turistici di Vieste. Voci insistenti dannovicino al centrosinistra e all’ex consigliere comunale Mauro Clemente l’ex assessore Dc, Mario Turi. Suo è il villaggio Baia di Campi, l’hotel Gargano e Porto Nuovo. La cuginanza in secondo grado con Mimì Spina Diana tiene l’imprenditore, in pratica, vicino ad entrambe le aree politiche. E’ uno dei pochi a non aver usufruito della legge 3 di fine ’90 per la riqualificazione della ricettività, altro grimaldello innovativo insieme ai patti territoriali. E siamo giunti ai fratelli Rosiello. Nicola, figlio di Giovanni, è l’attuale assessore al turismo, vicino al sindaco Nobile. L’hotel Le Ginestre è di proprietà della famiglia ed è stato il primo ad introdurre la destagionalizzazione. Il papà dell’assessore, Giovanni e co-proprietario del villaggio Scialmarino, all’inizio della spiaggia S. Maria e del villaggio Continental. Un altro fratello, Paolo Rosiello, già assessore comunale nell’ultima giunta Spina, oltre che componente della giunta camerale ai tempi di Cicollela e del primo mandato di Lepri, è proprietario , invece, dell’Hotel Yria. Due outsider rispetto a questa schiera di imprenditori turistici sono l’archittetto Silvio Sicuro e l’ingegnere Michele Silvestri, quest’ultimo titolare di un villaggio turistico in contrada Molinella. Raffaele Zaffarano, l’assessore alle attività produttive, è titolare del villaggio Defensola. A diversificare in questi anni la propria attività, finora quasi esclusivamente rivolta all’edilizia, è stato Salvatore Vescera, storico costruttore locale, proprietario anche di varie strutture ricetti dal villaggio Cromatico al Passo dell’arciprete, l’Hotel Eden ed il Castellino, sulla spiaggia di San Lorenzo. L’assessore ai lavori pubblici Francesco Notarangelo possiede il Club In e l’altro albergo Mark Hotel. Interessi plurimi che viaggiano oggi su lunghezze d’onda differenti. E che passano, inevitabilmente, nel consiglio comunale, quando, addirittura, non lo sovrastano.

Paola Lucino
l’Attacco


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