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Vico/ Sanità protesta il personale del 118. “Abbiamo diritto a uno stipendio stabile”

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Il personale delle cooperative e delle imprese esterne del 118 delle aziende sanitarie, a partire dalle ore 10 di oggi, manifestano presso la sede regionale per riaffermare il loro diritto ad una stabilità contrattuale alle dipendenze della Resgione. Un passo indietro per ricordare che lo scorso agosto è stata – costituita la società “Sanitàservice” ad intero capitale pubblico che, attualmente, gestisce quasi tutte le postazioni del 118 della Capitanata e il servizio di ausiliariato della stessa Asl. Un primo bilancio, a distanza di meno di sei mesi, che il responsabile del Coordinamento regionale Rdb Cub sanità, Sante Mangia, valuta «molto positivamente». E i numeri che, come suol dirsi, non si possono discutere dicono infatti che la spesa annua si aggirerà sui 12 milioni di euro per la retribuzione (compresa la tredicesima) di circa 420 dipendenti dell’intera azienda sanitaria foggiana, rispetto ad una spesa annuale che nel 2004, solo nell’ex «Foggia uno», era di oltre sedici milioni di euro. Risparmio che non grava sui lavoratori ai quali, anzi, il loro stipendio è aumentato (rispetto a quando erano dipendenti delle cooperative o della Cascina) di circa trecento euro mensili. Stabilità contrattuale e miglioramento stipendiale che, quasi sempre, coincide anche con un miglioramento della qualità del servizio. «E questo – sottolinea Mangia – è quanto sta avvenendo in quanto la professionalità dei lavoratori del 118 e dei servizi di ausliariato non è mai stata messa in discussione». Lo stesso sindacalista è convinto che l’esperienza della Sanitaservice di Foggia, dopo questo periodo di “sperimentazione”, deve essere “esportata” in tutte le Aziende pugliesi non solo per fare cassa ma, soprattutto, per fare uscire dalla mortificazione dei diritti tutti i lavoratori di imprese e cooperative esterne che operano nella sanità pugliese. «Ora stiamo conoscendo tutte le realtà della nostra Regione e chi, come noi, pensava che la Asl Foggia fosse il peggio, si è dovuto ricredere contattando le altre. Abbiamo potuto accertare-aggiunge il sindacalista-che là dove questa Giunta regionale, meritevolmente, ha imposto alle associazioni di volontariato che operano nel 118 di assumere a tempo indeterminato un quarto dei soci volontari, ai lavoratori assunti i presidenti delle coop impongono di lasciare all’associazione quasi il 50% dell’importo dello stipendio».


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