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Puglia/ Sui tagli Alitalia adesso l’ira delle imprese

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Il problema vero sarà l’incremento dei prezzi. Il nuovo orario Alitalia che dal 13 gennaio taglierà 7 voli al giorno su Bari e Brindisi rispetto all’operativo invernale 2008, non è nè buono nè cattivo.

Ma secondo gli imprenditori pugliesi, l’atteso caro-biglietti è «un dato di fatto preoccupante in una situazione di crisi», come dice Nicola De Bartolomeo: «Oggi che il Mezzogiorno avrebbe bisogno di uno slancio in più per ripartire – argomenta il presidente regionale di Confindustria – arriva un nuovo segnale di disattenzione che non contribuisce certo a creare un clima di fiducia».
Il problema ormai è noto. La «nuova» Alitalia, che ha assorbito Air One, dal 13 gennaio avrà il monopolio di fatto dalla Puglia sulle rotte per Roma e Milano, e il monopolio effettivo sulle prosecuzioni internazionali: Bari e Brindisi non hanno collegamenti diretti con alcun altro hub di grandi compagnie. Una situazione comune con buona parte del resto d’Italia (escluso il Nord-Est), che unità alla razionalizzazione del network(e dunque al taglio dei voli «doppioni» prima operati da Alitalia e Air One), vedrà la gran parte dei collegamenti in mano alla nuova compagnia. La prima conseguenza? Dimenticarsi – al netto delle offerte promozionali – di poter acquistare biglietti ai costi di 6 mesi fa: anche ammesso che Alitalia non ritocchi i suoi listini, è evidente che una minor offerta di voli complessivi implichi un minor numero di posti a tariffa bassa. «E questo – dice Alessandro Laterza, presidente dell’Assindustria di Bari – è un problema che riguarda le attività economiche, così come riguarda il turismo e, in generale, la mobilità delle persone». Detto in altri termini: se spostarsi costerà di più, è presumibile una diminuzione dei viaggi e un incremento dei costi dei servizi che dipendono dai viaggi.


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