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Nuove tariffe anche in Puglia/ Eurostar dal 13 cancellati gli sconti. Pure i più costosi

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Addio all’offerta promozionale per il lancio dell’alta velocità dal 13 gennaio non sarà più possibile beneficiare degli sconti attuati da Trenitalia sulle tratte da e per la Puglia, con sconti del 10% (+ un ulteriore 5% per chi prenota il viaggio on line). Le Ferrovie, infatti, si apprestano a mettere a regime il nuovo sistema «flessibile» dei prezzi dei biglietti per l’Alta Velocità legato ai nuovi servizi introdotti con il potenziamento dell’offerta annunciato lo scorso 14 dicembre: in pratica, il prezzo del biglietto sarà legato ai giorni e agli orari e sarà variabile, con un prezzo massimo ed uno minimo, a seconda della domanda. Terminerà, dunque, il 13 gennaio il periodo di promozione con tariffe ridotte, grazie alle quali – ad esempio – chi viaggia da Bari a Roma con tariffa standard paga 71 euro per la prima classe e 48 euro per la seconda (rispettivamente 67,5 euro e 45,6 euro se prenotato il posto via internet). Certo è che, in base ai nuovi costi variabili (legati quindi a giorni e fasce orarie, con tariffe massime lì dove c’è maggiore domanda e minime nei collegamenti meno battuti) anche per i viaggiatori pugliesi spostarsi in treno costerà di più.
Resta intanto in vigore, come previsto fino al prossimo 13 giugno, lo sconto promozionale del 35% per viaggi di andata e ritorno nella stessa giornata con collegamenti AV Fast, AV e Eurostar Fast con percorrenza dalle 3 ore e mezza in su. Tre, in questo caso, le fasce di prezzo per il Bari-Roma: dalla «flexi» (80,9 euro) alla standard (67,5 euro) alla «Amica» (54 euro). Novità anche per gli abbonamenti, che con l’avvio dell’alta velocità hanno subito un aumento medio
del 6% (tra il -40% applicato agli Eurostar city al +15% applicato ai treni Av). La nota dolente, soprattutto, è per i pendolari regionali. La separazione dei treni regionali dagli Eurostar e Intercity ha causato costi maggiori per coloro che utilizzano questi treni. E la querelle tra Trenitalia e singole regioni, Puglia compresa, è destinata a non finire. Fs non si ritiene responsabile del servizio universale, che «dipende dalle Regioni» e lamenta la mancata copertura da parte degli enti locali dei contributi necessari al servizio offerto dalla società. «I contributi – ha più volte spiegato l’ad. Fs Moretti – non coprono nemmeno la metà dei costi
degli abbonamenti».


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