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Vieste/ Distrutto il Quesenada uno dei locali della movida garganica

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Vieste scossa violentemente nel cuore dell’inverno, periodo di calma piatta per la capitale delle vacanze di Capitanata. Ancora una volta un episodio criminoso turba e preoccupa la comunità viestana. Infatti, lunedì notte ignoti malfattori si sono introdotti nel rinomato Lido Quasenada, dando alle fiamme diversi ombrelloni e spaccando tutte le vetrate del lido.

Il fatto è stato denunciato dalla titolare Angelina Di Santi ai carabinieri di Vieste, che hanno effettuato un sopralluogo sul posto per le verifiche di rito. I titolari dell’attività stanno valutando la possibilità di dismettere l’attività in quanto c’è una mancanza totale di tutela del territorio circa quanto concerne la sicurezza ed il controllo di tali atti delinquenziali, in quanto il lido Quasenada è già stato oggetto di furto l’anno precedente ad opera sempre di ignoti. Quindi la tensione e la paura per una recrudescenza della criminalità locale è risalita alle stelle, memore della scia di rapine e violenza che hanno segnato il periodo tra novembre 2007 e marzo 2008. Il comandante della locale stazione dei Carabinieri, Angelo Maria Pisciotta, non si sbottona sull’accaduto, ma smorza la tensione. “In merito all’atto di luedì notte non posso dire nulla perché ci sono indagini in corso. Comunque è un episodio a sé stante che non è riconducibile ad precedenti episodi di criminalità locale. Non sono d’accordo con chi afferma che la criminalità a Vieste è in aumentò esponenziale, anzi i reati sono in diminuzione”. Ma in città è forte la sensazione che l’episodio del Qusenada sia legato alla vicenda del racket delle guardanie, che vede protagonista la microcriminalità locale. Il proprietario del Lido, è Michele Nobiletti, di professione consulente del lavoro, consigliere comunale Udeur, uno dei nomi di punta del turismo garganico, attualmente gestisce anche il locale Mistral nella zona di S. Lorenzo, e proprio la costruzione di questa attività agli inizi degli anni 2000 fu al centro delle polemiche per la demolizione di una storica cava. Nobiletti a l’Attacco, afferma che non ha mai avuto ufficialmente minacce di racket, ma è pronto a lasciare tutto, e non solo per provocazione (vedi intervista nel box in basso). Non riesce a dare una lettura dell’atto criminale al Quasenada, neanche Paolo Rosiello, storico nome del settore turistico locale. “Molto probabilmente si tratta di teppismo, la solita ragazzata. Difficile anche l’ipotesi delle guardianie, in quanto a questo servizio ci pensa la vigilanza privata ‘Garganpool’. Ma è anche vèro che 15 anni fa, la microcriminalità, per farsi notare devastava e incendiava le strutture ricettive quotidianamente. Mi chiedo: è possibile che ci sia ancora del fuoco sotto la cenere?-sottolinea-. Sono meravigliato da questa situazione critica, ma non voglio che il problema sociale sia collegato alla crimininalità”. Il polso della situazione è tenuto dal forum del sito web di OndaRadio, dove gli utenti-cittadini sfogano tutte le loro ansie e paure miste a sconforto e rabbia, sintomo di una generale fibrillazione. “E’ triste leggere sempre più di frequente notizie di cronaca nera-scrive steadicam-. Senza dubbio il nostro paese ha preso una brutta discesa con la sesta marcia e senza freni, colpa a mio avviso di aver perso totalmente il senso nelle cose proprie e degli altri, abbagliati totalitiente da un finto arricchimento. Egregi amministratori datevi da fare sul serio perchè il paese è fuori rotta, pensate di più ai vostri cittadini e non al dio cemento”. Fa eco nelson “Steadicam, gli amministratori devono pensare prima di tutto a non farsi nemici questa gentaglia per poter salvaguardare i loro lidi e i loro alberghi. Figurati se possono pensare a noi cittadini”. La preoccupazione è evidente nelle riflessioni di belgio. “Ma dove vogliamo andare? E’ giusto non poter avere un’attività perchè se le cose vanno bene ti chiedono tangenti o ti provocano danni? Se questa è la strada allora facciamo di Vieste un paese di case e alberghi, senza attività private senza dare la possibilità ai cittadini di crearsi un futuro. Chi deve tutelarci?”. C’è anche chi, come Alex e bua, vuoi passare al pragmatismo. “Sappiamo chi sono i criminali a Vieste-scrive Alex- Riuniamoci tutti i cittadini in piazza e andiamo a dare fuoco a loro così vivremo tutti più felici e contenti!” “Un adeguato controllo lo fanno anche i buoni cittadini, quindi cerchiamo di non girare le spalle cari paesani”, sentenzia bua, a rimarcare che lo stato d’allerta resta alto. E tutti sanno (quasi) tutto.

Lo sconforto del proprietario Michele Nobiletti: “Metto in vendita tutto. Non ce la faccio più”
“Basta, metto in vendita il Quasenada, che rappresentava il futuro dei miei figli. Non si può più andare avanti così”. Michele Nobiletti, giura che non è solo una provocazione la sua, perché è esasperato e sconfortato dopo l’atto criminale compiuto ai danni della sua struttura turistica in quel di Vieste. “Avevo scommesso tutto sul Quesenada, ci ho investito più di 500mila euro-afferma Nobiletti-. Volevo costruire un futuro solido ai miei figli, per non renderli mendicanti del lavoro. Ma ho deciso di vendere tutto perché, siamo arrivati alla follia. Non è possibile che si debba difendere di notte con i fucili il proprio investimento, che è tra l’altro morto, perché un indomani il Demanio può riprendersi tutto. Ripeto se mi fanno un’offerta vendo tutto, e me ne torno tranquillo tra le mura di casa, non è possibile continuare a rischiare in questa maniera”. Nobiletti incalza l’argomento. “Per me non si tratta di un atto vandalico, di una ragazzata. Questi episodi si fanno in città, e non certo a 4km fuori dall’abitato, come nel caso del Quasenada. Questi episodi avvengono nel cuore della notte, e invece, lunedì il tutto è avvenuto intorno alle ore 20. Gli atti vandalici si circoscrivono al danneggiamento di qualche struttura, e non si allargano all’intenzione di appiccare il fuoco in un punto strategico (le ragazzate spesso sono causate dalla mancata concessione di sconti sul prezzo del biglietto d’ingresso o della consumazione durante le serate estive) – sottolinea-. E’ mancato poco che tutto prendesse fuoco, e l’intero complesso andasse in fumo. E’ stato provvidenziale l’allarme lanciato da un passante che proveniva da San Giovanni Rotondo, e ha visto il principio d’incendio. Non so davvero darmi una spiegazione a tutto ciò, so solo che le forze armate che presidiano il territorio sono insufficienti. Non è possibile che Vieste, che ha l’80% dei posti letto di tutta la Puglia, debba contare solo su poco più di una decina di uomini delle forze dell’ordine. Capisco perfettamente le difficoltà del comandante della locale stazione dei carabinieri-conclude- Io pago le tasse, ed esigo che il territorio sia ben presidiato dalle forze dell’ordine. Io ho un sistema d’allarme interno, ma poco può fare contro certi episodi. La Garganpool, poi, serve a poco, perché fa solo giri di perlustrazione. Comunque abbiamo subito un danno di almeno 10mila euro. Questi episodi scaturiscono anche dal malcontento generale di tutta la città, vittima di una economia stagnante. Ormai si lavora solo nel mese d’agosto, il resto dell’anno si vivacchia. Ed è in queste situazioni di difficoltà che ha la meglio la microcriminalità locale(rapine e droga), che di fatto divento un’istituzione”.

 

Matteo Palumbo

l’Attacco


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