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Di Giuseppe, Cera, Casini e la nostalgia della Democrazia Cristiana

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Il leader dell´UDC ostile alla riforma federalista : ‘Se passa così com´è, raccoglieremo le firme per il referendum abrogativo’

 

Franco Di Giuseppe ed Angelo Cera hanno vinto la scommessa: l’assemblea provinciale per la costituente di centro è stata un successo. Quantomeno un successo di pubblico, perchè per decretare il successo politico dell’iniziativa bisognerà attendere il primo appuntamento elettorale. La voglia di centro e la nostalgia democristiana c’erano tutte, in un cinema Cicolella gremito come accade solo ai partiti di massa. E l’UDC sembra destinato a sparire, stretto tra PD e PDL. Ma alla nostalgia della vecchia Democrazia cristiana, invocata come panacea per i mali della vita politica italiana, pare unirsi un nuovo entusiasmo. Applausi a scena aperta per il segretario provinciale, e soprattutto per Pierferdinando (che appena pochi giorni fa l’Occidentale ha definito ‘il Raul Casadei della nostalgia democristiana’), leader indiscusso dei moderati di centro, dell’UDC attuale e dell’Unione di Centro che verrà. Presente il gotha centrista locale, e le delegazioni di tanti comuni, alcune delle quali talmente numerose da arrivare in pullman. Presenti quasi tutti gli ospiti attesi : da Casini al leader della Rosa Bianca Pezzotta, dal coordinatore dei circoli Liberal Adornato all’ex segretario della DC Ciriaco De Mita. Pierferdinando Casini, che prima di arrivare al Cicolella ha fatto visita di cortesia al presidente della Provincia Pepe ed al sindaco del capoluogo Ciliberti, è ostile alla riforma federalista così come si sta sviluppando. ‘Siamo federalisti ma crediamo che quella che si sta discutendo non sia una riforma ma un pasticcio, un manifesto politico della Lega’. ha dichiarato appen amesso piede al Cicolella. Casini – ai microfoni di Teleradioerre – ha poi ribadito che la riforma in discussione ‘moltiplicherà i centri di spesa e penalizzerà gravemente non solo il Mezzogiorno ma intere fasce del Paese. Se non cambierà sostanzialmente siamo pronti a indire il referendum. Ma speriamo che alla Camera la Lega sia disponibile a cambiarla e che nella PdL qualcuno si svegli’.
 


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