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Oncologia/ In Puglia più di 35 nuovi casi ogni giorno

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Prevenzione e qualità di vita dei pazienti: sono questi i temi a cui è dedicata la Giornata Mondiale della Lotta al Cancro – In Puglia si calcolano oltre 14 mila nuovi casi ogni anno, più di 35 ogni giorno – I risultati dell’indagine “Vivere con il cancro”, realizzata secondo una metodologia innovativa di GfK Eurisko, hanno messo in luce l’importanza di temi come “valore del tempo e qualità della vita” –  Per i malati la priorità è il presente: “avere tempo per assaporare fino in fondo ogni attimo di una vita a cui viene restituito valore” –  Negli ultimi anni si sono compiuti importanti passi avanti, grazie anche ai nuovi farmaci anti-angiogenesi come bevacizumab che agisce “affamando” il tumore, riducendo cioè l’apporto di sangue necessario alla sua crescita, e che consente di vivere più a lungo con una qualità di vita migliore anche negli stadi più avanzati di malattia. Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale per la Lotta al Cancro, un appuntamento promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unione Internazionale contro il Cancro per informare e sensibilizzare su tematiche come la prevenzione e il miglioramento della qualità di vita dei malati. Sono oltre 14 mila i pugliesi colpiti ogni anno, si stimano più di 35 nuovi casi ogni giorno, tra i più frequenti nella regione il tumore al colon-retto (oltre 2.000 nuovi casi ogni anno), alla mammella (primo tra i tumori femminili, con 1.700 nuove diagnosi ogni anno) e il tumore al polmone (oltre 1.700 nuovi casi ogni anno, la neoplasia più diffusa nella popolazione maschile di età superiore ai 40 anni e tra quelle a più elevata mortalità). In Italia sono oltre 270 mila i nuovi casi ogni anno e si calcola che nel 2010 saranno circa 1,9 milioni gli italiani che hanno avuto la malattia (1,7 milioni ad oggi). Una realtà sempre più diffusa, che coinvolge in totale circa 1 famiglia italiana su 20.

Grazie a screening, diagnosi precoci e innovazioni terapeutiche, come i farmaci anti-angiogenesi di cui bevacizumab è il capostipite, la lotta contro il tumore ha registrato successi molto significativi, anche per i pazienti con malattia negli stadi più avanzati. “Nel contesto delle cure oncologiche si sono fatti passi avanti enormi” spiega Alberto Sobrero, Responsabile della Divisione di Oncologia Medica dell’Ospedale San Martino di Genova. “Per  molti tipi di tumore importanti e frequenti abbiamo oggi farmaci efficaci e meno tossici della chemioterapia. I farmaci anti-angiogenetici, e quelli biologici in generale, hanno cambiato molti paradigmi di trattamento”.

Un’affermazione che trova naturalmente concorde Napoleone Ferrara, ricercatore italiano da anni impegnato nei laboratori Genentech di San Francisco, dove ha studiato l’angiogenesi e messo a punto bevacizumab, il farmaco che ha aperto prospettive di trattamento fino a pochi anni fa impensabili: “Gli antiangiogenetici aumentano l’efficacia della chemioterapia e ne attenuano gli effetti collaterali. Il risultato è che i pazienti vivono più a lungo e con una migliore qualità di vita. Dopo decenni di studio siamo arrivati allo sviluppo di bevacizumab, l’anticorpo monoclonale che, inibendo la formazione dei vasi sanguigni che portano nutrimento alle cellule tumorali, si sta dimostrando efficace contro diverse forme di cancro”, spiega Ferrara. Oggi bevacizumab è disponibile per i pazienti con quattro tipi di tumore avanzato: colon-retto, mammella, polmone non a piccole cellule e rene; neoplasie molto diffuse, che registrano ogni anno quasi 130 mila nuovi casi solo in Italia. Se ne stanno inoltre indagando le potenzialità di utilizzo in più di 20 tipi di tumore come quelli di prostata, ovaio, cervice e pancreas.  

Miglioramenti terapeutici che rappresentano importanti passi avanti per chi vive direttamente o indirettamente la malattia. Lo testimoniano i malati e loro familiari, che hanno partecipato all’indagine “Vivere con il cancro”. “Abbiamo chiesto a 40 pazienti affetti da carcinoma della mammella e del colon retto in fase di recidiva e ai loro famigliari di raccontarsi in due forum protetti su Internet: due focus group on-line”, spiega Claudio Bosio, Vicepresidente GfK Eurisko. “È  nato un vero e proprio diario a più voci in cui sono emersi bisogni, ma soprattutto significati legati a una nuova dimensione e a un diverso valore assunto dal tempo dopo l’incontro con la malattia. Ed è proprio il tempo presente, fatto di attimi, traguardi immediati, semplici attività quotidiane ad avere il più grande valore per i pazienti”, prosegue Bosio.

Dall’indagine, la prima di tal genere, che ha chiesto ai malati di raccontare e condividere esperienze e sentimenti, è emerso come ogni momento, ogni piccola cosa portata a termine nella vita, dopo la malattia, sia una conquista più che preziosa. Per questo è fondamentale che il presente sia vissuto nel migliore dei modi: la priorità è “avere tempo per assaporare fino in fondo ogni attimo di una vita a cui viene restituito valore”. Questa indagine ha portato una luce nuova anche sui grandi progressi della medicina nella lotta contro il cancro. Un’indagine del genere solamente pochi anni fa non avrebbe avuto senso. Il tempo a disposizione dei malati di cancro in fase di recidiva non lasciava spazio a riflessioni sulla qualità della vita e sul valore del tempo.


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