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Olio/ ”Dop e Igp, capolavori del territorio ma gli italiani ne ignorano il valore”

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Lo afferma Massimo Gargano, presidente di Unaprol

 

“In un mercato che non aiuta ancora a riconoscere a fondo la qualità e che ha appena incominciato a garantire trasparenza attraverso la nuova regolamentazione comunitaria sull’etichettatura obbligatoria dell’origine del prodotto, i 38 riconoscimenti di origine italiani nel settore dell’olio di oliva rappresentano una garanzia in termini di tracciabilità che, però, i consumatori stentano ancora a riconoscere e ad apprezzare”.
Lo afferma Massimo Gargano, presidente di Unaprol – consorzio olivicolo italiano – nel corso della presentazione della 7^ edizione del premio Sirena d’Oro di Sorrento dedicato agli oli extra vergini di oliva a denominazione di origine protetta.
“Le denominazioni di origine – ha riferito Gargano – sono capolavori; veri gioielli di famiglia, apprezzati più dagli stranieri che dagli stessi italiani. I primi ci invidiano per il nostro patrimonio artistico. Noi, invece, siamo anche capaci di non dare valore a quei prodotti che generano valore e ricchezza”.
Dal terzo rapporto nazionale sulle Dop, realizzato da Unaprol e Mipaaf, risulta, infatti, che mentre il 58,3%delle famiglie italiane dichiara di conoscere la sigla Dop e, il 15,17% la sigla Igp, è solo il 3,9% a conoscere davvero in concreto il significato di tali sigle.
“Un lacuna che va colmata – ha aggiunto Gargano – ma serve una cabina di regia che funga da laboratorio di idee e di progetti per questo settore”.
Gargano ha poi annunciato il varo imminente della grande filiera dell’olio extra vergine di oliva di qualità italiano, il cui progetto sarà presentato da Unaprol nel corso del prossimo SOL a Verona il prossimo 3 aprile.
 


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