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Il dopo Tedesco/ E in Puglia scoppia la “grana” dell’ASL Foggia

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Monta la polemica dopo le note di commento alle dimissioni dell’ex assessore regionale alla Salute, Alberto Tedesco. Intanto i presidenti dei gruppi di FI/Pdl, Rocco Palese, An, Roberto Ruocco, della Puglia Prima di Tutto, Francesco Damone e del consigliere regionale del Gruppo Misto Giammarco Surio denunciano, sulla vicenda, «il silenzio sempre più assordante del presidente Vendola» e chiedano che il presidente riferisca in Consiglio, durante la seduta di quest’oggi. «I colleghi consiglieri di maggioranza -scrivono vengano a dire chi si riconosce ancora nel progetto politico di Vendola specie in materia di sanità. Qui sembra che nessuno abbia più fiducia di nessuno, come fanno i pugliesi ad avere fiducia di loro?>>.  Gran parte della richiesta di chiarimento politico in aula da parte del Centrodestra è in effetti legata alla polemica accesasi nella giornata di ieri e incentrata sulla situazione dei presidi sanitari a Foggia. «Cecchino Damone e Dino Marino – accusa Arcangelo Sannicandro, del Movimento per la Sinistra – sono diventati i più fervidi oppositori della riforma della sanità pugliese. Marino, di giorno fa il presidente della commissione Sanità (eletto dalla maggioranza), di notte pugnala alle spalle i suoi fratelli accusando di immobilismoVendola. Può, finalmente, farci sapere quali sono le sue istanze e le sue richieste ai direttore generale della Asl di Foggia?»
La replica di Marino: «Essendoci stato un giudizio pesante e negativo sulla gestione della Asl foggiana da parte del commissario straordinario Donato Troiano, ritengo essere del tutto evidente che questo giudizio sarebbe dovuto essere esteso anche all’intera direzione della Asl. C’è una richiesta di rinvio a giudizio per il direttore amministrativo della AsI di Foggia e un avviso di garanzia per l’altro direttore. Ecco perché la questione politica diventa ancora più cogente oggi alla luce di quanto sta accadendo». Il capo- gruppo del Pd, Antonio Maniglio, ha voluto ribattere a sua volta a Sannicandro. «Anche questo episodio conferma la necessità per la maggioranza di riannodare le fila, sul piano politico e programmatico».


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