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Al “Mattei” di Vieste la solidarietà ha il sapore del crème caramel

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La diversabilità come risorsa e non come problema. Questa la mission dell’istituto alberghiero ‘E Mattei’ di Vieste, che attraverso il corso ‘La cucina delle autonomie’ cerca di abbattere l’isolamento e le difficoltà dei ragazzi cercando di insegnare loro anche delle conoscenze spendibili nel campo lavorativo. Quindi la solidarietà entra in cucina, dando risposta alle difficoltà di apprendimento dei soggetti diversamente abili conservando le tradizioni della cucina pugliese, costruendo reti tra scuole enti associazioni per integrare ragazzi nel mondo j,. del lavoro. “Cantucci “pan ricotta crème caramel budino di cioccolato con fiocchi di panna panna cotta ai frutti di bosco sono solo alcune delle tante delizie preparate all’interno del corso promosso e finanziato da ministero dell’istruzione, Università, liceo Classico
statale Virgilio di Vico del Gargano e Unione europea. Nelle cucine dell’istituto alberghiero Enrico Mattei, il docente-chef Fabio Di Mauro tramanda i segreti dell’arte culinaria, sopportato da una entusiasta brigata composta anche da genitori e studenti norrnodotati frequentanti lo stesso istituto. Gli ingredienti variano ogni sera: crema, ricotta, cioccolato, panna, canditi, fragole, e Gianni, Serena, Graziano, Paola, Nunzio, Luca, Stella e Matteo, danno sempre il meglio di se. E’ una giuria di volontari ad attestarne la bontà ma il  successo è garantito: poco resta delle specialità preparate. Pronti a sperimentare nuovi impasti, chef apprendisti e assistenti tornano a casa soddisfatti. Cappello giacca grembiule guanti e canovaccio: la tradizione si veste di bianco per confermare che la solidarietà può davvero
utilizzare volti e stratagemmi molteplici e dare vita a esperienze significative che coinvolgano soggetti definiti irraggiungibili, dando loro la possibilità di mettersi alla prova per un reale inserimento nel mondo del lavoro. A presentare nei dettagli il progetto a l’Attacco, è Gianna Lucatelli, che ricopre la carica di funzionaria strutturale per l’integrazione scolastica all’interno dell’istituto viestano. “In questo corso i ragazzi si cimentano nella realizzazione di prodotti di piccola pasticceria. I protagonisti sono i ragazzi diversabili, a cui si aggiungono quelli normodotati. i genitori e gli insegnanti (oltre a me e al prof DiMauro, ci sono Natale Vescesa e vari dotenti di sostegno che si alternano di volta in volta). I diversabili, non presentano solo handicap motori o psichici, ma anche disagio sociale e problemi famigliari-aggiunge- L’intero corso ha una durata di 30 ore ( 3ore per 10 incontri , è cominciato il 13 gennaio, e si concluderà il prossimo 18 febbraio. Durante gli incontri, ai ragazzi vengono mostrati, e successivamente fatti eseguire, tutti i passaggi per la creazione dei dolci: dalla pesatura degli ingredienti, all’utilizzo degli utensili da cucina fino alla guarnizione finale. Fin ora, sono stati realizzati semifreddi, muffin, crostate di ricotta. Ma l’aspetto più importante e che questi ragazzi acquisiscano manualità. Per far crescere nei ragazzi l’autostima e far superare le difficoltà quotidiane”. Aldilà di questo positivo ed elogiabile fermento scolastico, gli insegnanti dell’istituto ‘Mattei’ devono fare i conti con grossissime difficoltà. “I mezzi a disposizione sono risicati – chiosa la Lucatelli -. Questo corso, è stato finanziato per 4mila euro, a fronte di un costo totale di 9mila euro, e sarà il nostro stesso istituto che metterà il resto dei costi. Nonostante le oggettive difficoltà, noi insegnanti andiamo avanti lo stesso,perché crediamo in quello che facciamo, e la dimostrazione è che questo corso di culinaria lo stiamo seguendo gratuitamente”. Ma ben altre ‘grane’ affliggono questo istituto scolastico. “Siamo fuori legge –denuncia la docente- Sono ben 4anni che non vediamo c quindi non abbiamo il supporto dell’equipe del consultorio di San Severo, che era nominata dalla dott.ssa Pescara (che si e licenziata) ‘‘“‘ dell’Asl locale. Questo è un organo ohbligatorio di
cui ogni scuola deve usufruire. L’integrazione può funzionare solo se le agenzie educative funzionano E da 4anni che non abbiamo piani educativi diagnosi funzionali (firmate da quell’equipe sottolinea-. Abbiamo 25 ragazzi con disabilità accertata, ma i loro percorsi e le loro diagnosi e modalità di sostegno sono inadeguate poiché non aggiornate. Queste operazioni vanno fatte al 2° e al 4°anno dei percorso di studi, per accertare se il ragazzo ha più o meno bisogno di un supporto. invece, da noi, è tutto congelato, e molti ragazzi con problemi sociali e famigliari non possono usufruite di un fondamentale aiuto, perché non c’è l’equipe che analizzi il caso specifico, e certifichi le difficoltà”. Lucatelli incalza i suoi j’accuse. “Non è possibile che noi insegnanti dobbiamo fare i tuttologi. Necessitiamo di esperti per aiutare davvero i ragazzi diversabili. Abbiamo scritto tante lettere al direttore sanitario dell’Asl di Foggia, Leonardo Trevisano, e al sindaco di Vieste Ersilia Nobile, e ci hanno risposto che è una vicenda di non facile risoluzione perché c’è la crisi di tutto il sistema sanitario locale, Ma noi insegnati non possiamo vivere passivamente questa situazione, con un solo psicologo per tutte le scuole del Gargano, che al massimo passa una volta l’anno-prosegue-. Fino a qualche anno fa, in ogni scuola, almeno una volta al mese, aveva la possibilità di usufruire di uno psicologo, un’assistente sociale, un logopedista e uno psicoterapeuta. Fino a qualche tempo fa, questo buco è stato coperto dalla dott.ssa Passarella, psicologa del consultano di Vieste, ma ha lasciato l’incarico perché incompatibile con i tempi della sua attività medica- conclude – visto che nulla si muove, è arrivato il momento di fare “casino”. Penso che il modo migliore per farsi sentire è coinvolgere le associazioni. Non c’è più tempo da perdere se vogliamo salvare questi ragazzi  border line, che vivono il disagio sociale viestano. Noi insegnanti abbiamo davvero tanta voglia di fare, ci siamo impegnati, ci impegniamo e ci impegneremo sempre, e non solo sulla carta…”.


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