The news is by your side.

“Metà dei giovani viestani arriva ubriaca nei locali e “tira” di cocaina”

22

“Vengono nel mio locale già ubriachi ma le autorità puntano il dito solo contro noi gestori, non è giusto”. Questo lo sfogo di Antonio De Nittis, storico deejay garganico, gestore dell’ “Atena della battaglia”, in località Piana Della Battaglia. De Nittis frequenta l’ambiente del “sabato sera” da vent’anni. Al centro della discussione, i ragazzi di oggi. Sotto la lente d’ingrandimento, quelli viestani.
 “Affittano appartamenti a 200,250 euro al mese, si organizzano in dieci,
massimo quindici ragazzi, e insieme passano le serate in casa ad ubriacarsi. In giro ormai, di giovani se ne vedono ben pochi”. Un fenomeno dilagante negli ultimi anni, che ha portato alla massiccia operazione denominata “Rhum”, messa in atto dai carabinieri della Tenenza di Vieste, in collaborazione con i reparti della compagnia di Vico del Gargano. Nel corso dell’operazione, decine di militari hanno controllato 48 autovetture e 93 giovani. Diversi sono stati trovati positivi, quattro addirittura con una tasso tre volte superiore il consentito. “Questa è la peggior generazione che abbia mai conosciuto” — è la frase eloquente espressa da Antonio. Ma come si intrattengono i ragazzi in questi appartamentini? Come passano le serate? Il deejay sa bene che playstation e biliardo non sono più gli hobby preferiti dai giovanissimi, c’è dell’altro. “Per loro è importante farsi il “pippotto” di cocaina. Tirare coca “fa figo”. Ormai — aggiunge – la cocaina è di tutti, ne fa uso il 50% dei ragazzi, già dai sedici anni”. Ma non solo “yeyo”, come era chiamata la cocaina da Tony Montana in Scarface, va molto forte anche l’hashish. “Se si guida è anche più pericoloso della coca, avverte Antonio -‘ perché provoca sonnolenza. Pensiamo poi alle macchine di grossa cilindrata delle quali i ragazzi ne fanno un uso smodato. E’ sempre più frequente imbattersi in neo patentati con tra le mani Bmw o Mercedes”. Colpa dei genitori — dice -; ora spero che questa mia denuncia possa risvegliare le loro coscienze. Il problema non siamo noi gestori dei locali come molti tendono a pensare leggendo la cronaca di tutti i giorni sui giornali”. Tema centrale della denuncia di Antonio De Nittis, l’uso dell’alcool, in forte ascesa negli ultimi tempi. Il deejay attacca i market, aperti fino a tarda sera. “I negozi restano aperti in orari insoliti e i ragazzi ne approfittano. Comprano una bottiglia di vodka a 5 euro e si fanno decine di cocktail avendo speso praticamente niente. Da me, un cocktail costa dai 5 agli 8 euro, quindi ad un giovane non conviene. Proprio per questo, torno a dire, nei locali i ragazzi vengono già sballati, e la colpa non è certo nostra”. Per Antonio sono “ineducati e senza valori. Delle bestie podoliche. Non voglio essere perbenista, ma genitori e scuole hanno colpe evidenti, si deve fare qualcosa”. La denuncia di De Nittis era partita nel corso della trasmissione di Onda Radio, giovedì scorso, presentata da Vinvè (Vincenzo Vescera). La messa in onda del talk show si interruppe bruscamente per la notizia del suicidio di Roberto Pastorella, organizzatore di numerosi eventi a Vieste, molto conosciuto in città. L’Attacco ha pensato di riprendere il discorso di De Nittis data la gravità delle sue affermazioni, che potrebbero aprire davvero un caso, atto a risvegliare le coscienze. Lo stesso presentatore del talk, Vinvè, sposa in pieno la tesi del deejay: “Antonio è circondato da gruppi di Pr giovanissimi. Dei ragazzini. Conosce l’ambiente e sa bene come si divertono oggi i giovani. La colpa è tutta del benessere. Prima si aspettava il sabato per divertirsi, ora, grazie agli appartamenti fittati, i ragazzi si “divertono” tutte le sere. D’inverno si intrattengono nelle case organizzando festini. Questi appartamenti sono dei veri e propri “club della perdizione”. E’ sbagliato attaccare i locali—aggiunge – perché i ragazzi si presentano in discoteca già “alticci”. Poi sentiamo dire che in località Piana Della Battaglia trovano ragazzi drogati o leggiamo che ne fermano altri per guida in stato d’ebbrezza. Chi apprende queste notizie tende poi ad additare i locali nelle vicinanze, senza conoscere la verità dei fatti”. Sulla droga Vinvè aggiunge ancora: “Se ne fa un uso sconsiderato e mancano i dovuti controlli”. Sulla questione “appartamentini”, sottolinea: “O li affittano oppure utilizzano le case che i genitori abitualmente abitano solo d’estate. La zona è piena di casette e residence disabitati d’inverno. Queste case diventano meta di ragazzini anche di 15, 16 anni”.
Le tesi esposte da De Nittis e Vinvè sono supportate anche dalla titolare del piano bar viestano “Take Five”, Marianella Bastardi. “Ho un market proprio di fronte il mio locale. Abbiamo anche subito dei controlli nei quali sono state messe a confronto le nostre bottiglie con quelle del negozio. Ovvio che noi non abbiamo Birre Peroni o bottiglie di Vodka. Infatti i vigili hanno richiamato il titolare del market”. Nonostante questo, il negozio resta aperto anche fino alle 24. “Dovrei rivolgermi direttamente al carabinieri”, dice Marianella. Intanto precipita anche l’economia dei locali viestani “Siamo stati costretti a licenziare altro personale. I ragazzi arrivano da noi già ubriachi, qui al piano bar non beve nessuno. Per noi sono solo spese se consideriamo che bisogna pagare gli artisti per i momenti musicali che si organizzano la sera. I ragazzi una volta nei locali tendono a limitarsi perché fanno un uso sporadico di droghe e bevono”. Marianella è nell’ambiente da trent’anni e mai si era sentita delusa come oggi: “Avevamo investito nei giovani, abbiamo perso un sogno. Le autorità non ci tutelano. Non fanno altro che puntare il dito contro di noi. Ma lo sanno che se continua così saremo costretti alla chiusura?”

Francesco Pesante


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright