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UDC, vanno via Verile e D’Emilio

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Prima ancora che cominci la battaglia, la macchina da guerra (elettorale) di Franco Di Giuseppe inizia a perdere colpi. "Abbiamo uomini e numeri sufficienti per andare anche da soli alle comunali del capoluogo", ha ripetuto con baldanza Di Giuseppe in questi ultimi 15 giorni.  Concetto riaffermato durante l’assemblea provinciale per la Costituente di Centro, alla presenza di Pierferdinando Casini. In attesa di verificare i numeri, l’Udc perde i primi uomini. Timorosi di una svolta a sinistra, e forse contrari all’ipotesi di candidare Enrico Santaniello a sindaco di Foggia, Ciccio D’Emilio e Mimmo Verile hanno abbandonato l’UDC. Il primo – un passato in Alleanza Nazionale – ha aderito all’Alleanza di Centro dell’ex Udc Francesco Pionati. Del nuovo soggetto politico D’Emilio è stato nominato vice commissario regionale vicario. L’Alleanza di Centro sarà presente con proprie liste, alleate del Popolo della Libertà, nei comuni dove si andranno a rinnovare i Consigli comunali. Il secondo, Mimmo Verile, se va invece con Carlo Giovanardi ed i suoi Popolari per la Libertà, altra formazione cattolica minore decisamente alleata del PDL. Ed è il fronte delle alleanze il nodo cruciale intorno a cui si avvita la crisi dell’UDC. Una crisi di strategia, uno scollamento tra i vertici e la base, tra Roma ed i territori. E se Casini e Di Giuseppe portano avanti una linea politica che non esclude a priori, e in determinate circostanze, alleanze con il PD, c’è chi non ne vuole sapere. Come Pionati e Giovanardi, come D’Emilio e Verile, per i quali l’unica alleanza possibile è con il Popolo delle Libertà. Alleati fino allo scioglimento ed alla confluenza nel Popolo della Libertà, il nuovo partito che si candida ad essere l’unico soggetto politico del centrodestra italiano.


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