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Nomine all’ASL di Foggia, la spunta il PD

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Il Pd piega Vendola e i vendoliani. E ottiene quel che chiedevano i consiglieri foggiani per non tirarsi fuori dalla maggioranza: la sostituzione del direttore sanitario e amministrativo all’Asl di Foggia. Nulla di fatto, invece, per l’altro fronte aperto dai Democrat.  I movimenti di sinistra stretti attorno al sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, non hanno sciolto il nodo: dichiararsi pronti a sostenere Gianni Florido alla Provincia, secondo l’intenzione che il Pd ha imposto al governatore. La vicenda dovrebbe chiarirsi nel fine settimana, e comunque prima della riunione di maggioranza (martedì) e del consiglio regionale (mercoledì); tutto ciò allo scopo di evitare scintille col Pd. La tensione non è scemata, sebbene si sia attenuata dopo la raggiunta pax foggiana. Ieri mattina l’assessore Sandro Frisullo, il capogruppo Antonio Maniglio e il vice segretario Michele Mazzarano hanno incontrato il capo di gabinetto Francesco Manna (alter ego del governatore, impegnato a Roma; L’intesa non è stata difficile: via libera al di rettore generale dell’Asl Foggia, Ruggero Castrignanò, a nominare due nuovi dirigenti («in piena autonomia», viene sottolineato) Si tratta di due tecnici: direttore amministrativo è Umberto Simonetti (foggiano, lavora all’Ares); il sanitario è Gregorio Colaciccco (dall’Asl di Taranto). La soluzione è opposte a quella ventilata da Vendola in un primo momento: il governatore suggeriva di azzerare anche gli omologhi degli Ospedali Riuniti (di area Pd) e provvedere così a quattro nomine. I Democrat hanno resistito e imposto la soluzione del rinnovo solo all’Asl. Le reazioni dell’opposizione sono asperrime. La prima è di Rocco Palese (Fi): «La casa di vetro – dice – si sta frantumando in mille pezzi. Il presidente “diverso”, la ‘Puglia migliore” e la promessa di bandire la cattiva politica dalla sanità, sono manifesti elettorali scoloriti». I consiglieri foggiani che avevano minacciato di uscire dalla maggioranza  «dovrebbero vergognarsi e così Vendola». Reagisce il foggiano Dino Marino (Pd): «Vergognarsi di che cosa? Di aver chiesto di sostituire i dirigenti uscenti, investiti da un giudizio negativo? Caso mai dovremmo essere lodati».


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