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Molfetta, 50 bombe al fosforo stivate in un container nel porto

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Un container con cinquanta bombe al fosforo a ridosso dell’area portuale. Una, da sola, la più voluminosa, pesa cento libbre, quasi mezzo quintale. Sono stati gli specialisti dello Sdai, i sommozzatori della Marina che, dall’estate scorsa, stanno bonificando l’area dai residuati bellici, a sistemarle lì. Gli ordigni, per usare una espressione tipica del linguaggio militare, sono stati messi in sicurezza a distanza da quelli a caricamento convenzionale, nella zona ce ne sono migliaia, e da quelli a caricamento speciale, caricati cioè con aggressivi chimici. Le bombe al fosforo non sono considerate armi chimiche ma bombe incendiarie. Esplodendo bruciano l’ossigeno. La rimozione degli ordigni avverrà tra circa un mese. Le operazioni di trasferimento, che saranno coordinate dalla
Prefettura, dureranno cinque giorni. Il trasporto sarà effettuato su strada. È allo studio un piano di sicurezza che scatterà in concomitanza con l’avvio delle operazioni di trasferimento degli ordigni in una cava dove saranno poi sottoposti a bonifica.


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