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VIESTE / Nonno per amico. Coinvolti trenta ragazzi tra i 15 e i 18 anni

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Storie e tradizioni, vecchi giochi, antiche canzoni e ricette raccolte in un diario e tramandate di generazione in generazione. E’ quello che si propone di fare il progetto Un nonno per amico 1 e 2. Gli anziani della casa di riposo Gesù e Maria avranno, fino al mese di maggio, degli amici speciali.  Il protocollo d’intesa Attacca bottone: costruiamo la rete 2 sta organizzando per loro magiche serate, coinvolgendo 30 ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Le attività, divise in cinque sezioni (Sapori e canzoni, Giochi e racconti, Disegni e colori, Storie e ricordi, Racconti in foto), vengono distribuite nell’arco della settimana alternando fasi di puro intrattenimento a momenti di condivisione, fortemente pedagogici. In una società che dimentica, stravolta da ritmi frenetici, ritrovare il tempo della memoria collettiva per allentare la morsa della solitudine, malattia del cittadino globale, non serve a salvare solo se stessi, ma l’intero tessuto sociale. La modernità disgregatrice agisce anche sulle piccole comunità in cui si pensa domini ancora un sistema ordinato e ordinatore. Il guaio di tutte queste occasioni è che si consumano rapidamente. Perché, come sostiene il sociologo Zygmunt Bauman, anche la socialità, da quando la povertà si è sformata in miseria, è incerta, alla vana ricerca di un punto fermo cui appiglirsi, un traguardo visibile a tutti su cui convergere. Ce n’è molta tutto intorno: caotica, confusa, sfocata. Priva di sfoghi regolari, la nostra socialità viene tendenzialmente scaricata in esplosioni sporadiche e spettacolari, dalla vita breve, come tutte le esplosioni, e quando la fiamma di fratellanza si esaurisce, chi viveva in solitudine, si ritrova di nuovo solo, mentre il mondo comune, così sfolgorante un momento prima, sembra più buio che mai.


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