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Agricoltori foggiani pronti  a «rottamare» i vecchi impianti

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Potenziare e sviluppare moderne e tecnologicamente avanzate strutture di stoccaggio a disposizione della filiera cerealicola di Capitanata, nel rispetto del Piano Nazionale Cerealicolo ed in coerenza con gli obiettivi fissati dalla Misura 123 del Programma di Sviluppo Rurale della Puglia. E’ la richiesta che l’assessore alle Politiche Agricole della Provincia di Foggia, Savino Santarella, avanza al suo collega regionale Enzo Russo. Santarella ha affidato la sua sollecitazione ad una lettera inviata all’assessore regionale all’Agricoltura, sottolineando in particolare come gli investimenti contenuti all’interno del Piano di sviluppo rurale al momento siano finalizzati al solo ammodernamento delle strutture di stoccaggio del grano duro esistenti sul territorio regionale. «Altre Regione Italiane – scrive l’assessore Santarella – hanno previsto nei propri programmi di intervento non solo diverse tipologie di cereali oltre al frumento duro, ma anche il potenziamento e lo sviluppo di moderne e tecnologicamente avanzate strutture di stoccaggio». Da questo punto di vista l’assessore provinciale evidenzia come lo stesso Documento Ministeriale «indica chiaramente gli orientamenti strategici assunti nell’elaborazione di politiche volte a promuovere lo sviluppo del settore». «Di qui – rimarca Santarella – il bisogno che questo complesso sistema produttivo, costituito dalla struttura produttiva primaria (aziende agricole), dal complesso industriale di prima trasformazione (imprese molitorie, mangimifici) e dal complesso industriale di seconda trasformazione (pastifici, industria della panificazione, industria dolciaria), il quale finora ha affrontato il mercato in ordine sparso e con una generalizzata assenza di programmazione e di coordinamento, provi a mantenere sufficienti livelli di competitività e a recuperare margini di redditività mediante un progetto condiviso di razionalizzazione e di sviluppo». Una necessità emersa anche nel corso del ‘Forum provinciale dell’agricoltura’, tenutosi nelle scorse settimane a Palazzo Dogana.

 «E’ evidente – scrive ancora l’assessore provinciale – che in questo contesto pesa molto la carenza di infrastrutture e tra queste soprattutto le dotazioni infrastrutturali logistiche come quelle di stoccaggio, proprio nell’attuale contesto caratterizzato dalla richiesta insistente che proviene dalla parte produttiva di un più elevato livello di qualità, laddove per qualità si intende il complesso dei diversi suoi aspetti: qualità igienico-sanitaria, qualità mercantile, qualità ambientale». Per raggiungere obiettivi di reale competitività, dunque, «occorre prevedere sistemi di lottizzazioni del frumento distinte in base alla qualità e a parametri tecnologici e merceologici, e quindi prevedere la realizzazione di razionali ed avanzati centri di stoccaggio; poi elevare i sistemi di tracciabilità e di rintracciabilità dei lotti; prevedere l’ammodernamento e la razionalizzazione dei centri di stoccaggio esistenti finalizzati all’elevazione delle caratteristiche igienico-sanitari e l’eliminazione delle micotossine, coerentemente con le norme comunitarie e nazionali vigenti in materia di sicurezza alimentare; e, infine, realizzare specifici progetti di filiera a partire dall’attività di produzione delle sementi, dall’attività di stoccaggio e di conservazione, dall’attività molitoria a quella dell’industria pastaria, di panetteria, mangimistica».

Da queste considerazioni muove quindi l’appello a prevedere la concretizzazione degli interventi per lo stoccaggio del prodotto base «nella realizzazione di nuove strutture di stoccaggio localizzate nei principali centri di produzione o assi viari o centri utilizzati per il trasporto intermodale, anche per la gestione lottizzata del prodotto; nell’ammodernamento e potenziamento delle strutture esistenti; nella delocalizzazione (per ragioni logistiche, ambientali ed igieniche) anche mediante la rottamazione delle strutture obsolete». «Invitiamo l’assessore regionale Russo – conclude Santarella – a tenere nella debita considerazione queste sollecitazioni, elaborate sulla base di una approfondita analisi del contesto in cui si muove il settore cerealicolo, segmento cardine dell’agricoltura foggiana e pugliese».


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