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Alga rossa: al momento nessuna traccia di tossina

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C’è chi ha fatto scorta di venti e più confezioni d’acqua in bottiglia per timore di rimanerne sprovvisto e c’è chi si chiede se può continuare a usare l’acqua che scorre dal rubinetto di casa per cucinare. La presenza dell’alga rossa nella diga di Occhito continua a creare molta preoccupazione.  Nessun allarmismo, nessuna paura, ma il monito è comunque quello di restare vigili e seguire gli sviluppi di questa vicenda, che a sentire gli esperti, è in continua e costante evoluzione. Ieri riunione in Provincia dell’Unità di crisi, che ha fatto sapere che nelle acque, al momento, non c’è la tossina più pericolosa. La microcistina. I campioni analizzati non ne manifestano la presenza. Ma gli esperti precisano che i controlli devono essere serrati perchè resta difficile prevedere se fra qualche ora o fra qualche giorno la situazione potrebbe già cambiare. L’alga rossa potrebbe reagire alla situazione ambientale dell’acqua e sprigionare durante la fioritura la microcistina, andando a variare o ad alterare i valori. Per questo ogni giorno dalla diga vengono prelevati due campioni di acqua con l’alga, analizzati minuziosamente. A metà aprile l’acqua dell’invaso sarà utilizzata per l’irrigazione dei campi ed è impensabile che possa essere potabilizzata. Il comitato provinciale continua a lavorare. Arpa, Asl, assessorato all’ambiente, facoltà di agraria e due istituti di ricerca, il Cnr e l’istituto zooprofilattico.


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