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Imparare dagli errori: una carrellata sugli errori umani

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Continuiamo a parlare di errori: disattenzioni, dimenticanze, sottovalutazioni del rischio. A volte è utile fermarsi e riflettere prima di rischiare.

 

Veniamo a una breve carrellata di errori che ci mostrano come la
disattenzione sia continuamente in agguato in ogni attività lavorativa.

Un classico e spesso letale errore è alla base dei pericoli legati
all’elettricità.

In questo caso un operatore stava effettuando un intervento di
*manutenzione all’impianto elettrico* del reparto cesoiatura nastri.

L’infortunato è stato ritrovato a terra: "l’intervento di manutenzione
veniva effettuato con cavi ancora alimentati da energia elettrica",
probabilmente "un contatto accidentale con elementi in tensione
causavano la folgorazione dell’operatore".

Altri evidenti errori in un’attività di "manutenzione di una *macchina
pneumatica preformatrice*, sulla quale doveva essere montato un nuovo
dispositivo".

"Durante le operazioni di messa a punto di tale macchina, effettuate
senza la copertura di sicurezza (rimossa dallo stesso infortunato), il
dipendente inavvertitamente pigiava il pedale di avvio della stessa
avviando la cesoia della macchina" che lo colpiva al primo dito di
entrambe le mani causando l’amputazione della prima falange.

Un altro caso ancora più palese di sottovalutazione dei rischi e di
errori procedurali è relativo a un’attività di *miscelazione
automatizzata di polveri medicinali*.

L’infortunato, che era addetto al controllo visivo del processo di
miscelazione robotizzato di queste polveri, "deliberatamente superava
tutte le sicurezze presenti e rimaneva schiacciato nel punto di
cesoiamento creatosi a seguito della traslazione laterale delle forche
di cui il robot era dotato ed i montanti fissi dello stesso".

Infine un incidente nell’attività di *taglio tessuti*.

L’infortunata aveva appena concluso il lavoro alla taglierina.

"Azionava la fermata della macchina, dimenticandosi però di abbassare la
protezione della lama, si toglieva i guanti in maglia d’acciaio e si
accingeva a legare i tappeti di tessuto già lavorati e posti sul banco
davanti alla taglierina".

Ad un certo punto sporgendosi sul banco per prendere i legacci, "si
sbilanciava leggermente e il braccio sinistro andava ad urtare la lama
della taglierina, procurandosi un profondo taglio e la lesione tendinea
dell’estensore del 2°-3°-4° dito della mano sinistra".

Lesione dovuta al fatto che la lama era ancora in movimento perché con
un tempo d’arresto di circa 45 secondi, probabilmente eccessivo.

Ma il contatto con la lama sarebbe avvenuto comunque per la dimenticanza
della lavoratrice che non ha abbassato la protezione.

Errori di procedura, dimenticanze, distrazioni, scarsa percezione del
rischio.

Errori che generalmente dipendono dalla tendenza a sottovalutare i
pericoli e a sopravvalutare se stessi e le proprie abilità, ma possono
essere collegati a una mancanza di formazione o anche a fattori di stress.

Quando si è nervosi e agitati spesso lavoriamo in modo frenetico, con
movimenti poco precisi e dimenticandoci di proteggerci.

In questi casi è importante fermarsi e riflettere. Se si è consapevoli
che si lavora male, in modo impreciso è meglio fermarsi, cercare di
rilassarsi, chiedere aiuto e, se possibile, rimandare il lavoro
rischioso a un momento successivo.
 


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