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Presunta truffa al sistema sanitario, le precisazioni di Tito Salatto

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Doverosamente, in attesa della conferma ufficiale, le notizie riguardanti la presunta truffa al sistema sanitario scoperte dalla Guardia di Finanza, non è stato pronunciato il nome di Potito Salatto e della clinica Villa Igea. Ma è lo stesso imprenditore della sanità privata che interviene con una nota, che riportiamo di seguito: "Ho sempre avuto fiducia nelle Istituzioni e negli organi giudiziari e questa fiducia non viene meno in questo momento. Temo che l’indagine riguardante una Casa di cura del mio gruppo sia fondata su presupposti non esatti dal punto vista clinico e di conseguenza della normativa sanitaria che regola i rapporti di convenzione tra le strutture private accreditate e il Servizio sanitario nazionale. Regole alle quali riteniamo di esserci sempre attenuti. Voglio ricordare che i ricoveri e la liquidazione delle prestazioni effettuate in regime di convenzione sono avvenute e avvengono sempre in contradditorio con gli organismi di controllo preposti delle Aziende sanitarie locali. Se la mia Casa di cura avesse realmente incassato illecitamente quei 21 milioni contestati, si dovrebbe dedurre che il 40 per cento del nostro fatturato è falso. Una cifra, per altro, così enorme e spropositata che non poteva sfuggire agli organismi di controllo della Asl e della Regione Puglia. Il numero di pazienti sarebbe stato così alto da presupporre la disonestà anche dei miei medici dipendenti e di tutto il mio personale la cui onestà è un valore aggiunto per me e per tutto il gruppo. Sono quindi fiducioso sul fatto che sarà chiarito ogni aspetto di questa amara vicenda".


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