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Pino D’Accia: “La Viestese potrebbe ritirarsi dal campionato”

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"Tutti gli sforzi di tecnici, dirigenti e sponsor vengono vanificati dal menefreghismo dei giocatori che non si allenano o non affrontano le trasferte". E i giovani si lamentano che a Vieste non c’è niente…

Perdere dieci a uno e ridere, analizzare il lassismo dei giocatori e piangere.

E’ questa, in sintesi, la situazione emotiva in seno alla dirigenza societaria e tecnica della Viestese. A rendere pubblica la possibilità di ritirare la squadra ci ha pensato Giuseppe D’Accia, presidente ed allenatore della Viestese che, intervenendo telefonicamente nella trasmissione "Lunedì sport" di Ondaradio, ha esternato tutto il suo malcontento per la mancanza di rispetto che i giocatori ("se li vogliamo chiamare così") stanno dimostrando nei confronti di chi compie sforzi, anche economici, per permettere a dei giovani di praticare dello sport a livello agonistico.

"Sono disgustato – ha confidato Pino D’Accia colloquiando in diretta con Carmine Azzarone e Michele Mascia – dal fatto che bisogna pregare i giocatori per portarli a fare una trasferta mentre quando si gioca in casa sono tutti presenti. Dopo aver tenuto numerose riunioni che non hanno portato a nessun passo avanti dico che ho perso e mi ritiro".

Quale rispetto dimostrano i giocatori nei confronti dei tecnici, della dirigenza e, soprattutto, degli sponsor che finanziano queste attività sportive? Perchè, quindi, i "grandi" dovrebbero fare sforzi non ricompensati con la costanza negli impegni da parte dei "piccoli"?

Ma a sentire loro, la frase più ripetuta è "A Vieste non c’è niente…"


L’intervento di Giuseppe D’Accia a "Lunedì sport"
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