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Piano Regionale Salute, Cgil Cisl e Uil verso mobilitazione territoriale

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"Nella perdurante assenza di concertazione sui Piani Attuativi Locali (PAL), previsti nell’ambito del Piano Regionale alla Salute, CGIL, CISL e UIL sono pronte ad avviare una mobilitazione territoriale nei confronti dell’Asl di Foggia".  Lo annunciano le segreterie territoriali dei sindacati, che tornano a reclamare l’avvio della fase di confronto, necessaria per la realizzazione dei PAL, i Piani che individuano gli obiettivi e le risorse che necessitano per raggiungerli, in attuazione del Piano Regionale della Salute della Puglia. "Il comportamento della direzione generale della Asl di Foggia sui PAL – rilevano le segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL – non è in linea con le direttive della Regione Puglia, che individuano nel percorso concertativo con le parti sociali del territorio un passaggio fondamentale alla loro corretta definizione". "In data 29 gennaio 2009, abbiamo chiesto al direttore generale della Asl di Foggia di aprire un confronto sul Piano Attuativo Locale della nostra provincia senza tuttavia ricevere, sino ad ora, alcuna risposta", ricordano i sindacati. "Non vorremmo – continuano CGIL, CISL e UIL – che gli interessi dei cittadini di Capitanata, soprattutto di quelli che sono in estrema necessità e bisognosi di cure sanitarie, dovessero pagare il prezzo delle inadempienze dei dirigenti della Asl di Foggia, che non sembrano in grado di organizzare e pianificare tempestivamente le istanze del territorio. Il sindacato, in ottemperanza al suo ruolo di difesa delle fasce più deboli della popolazione, sollecita l’avvio – affermano le organizzazioni sindacali – di un monitoraggio dei fabbisogni del sistema sanitario provinciale per passare, successivamente, all’individuazione delle progettualità, nell’interesse sia dei cittadini-utenti che dei lavoratori del comparto sanitario". Pertanto, CGIL, CISL e UIL ribadiscono che "il confronto tempestivo sul piano attuativo locale dovrà in particolare affrontare e definire i principali nodi della qualità e dell’efficienza dei servizi per la tutela della salute nel territorio, ovvero il potenziamento e la concreta autonomia funzionale dei distretti socio-sanitari; la messa a regime delle strutture fondamentali in ogni distretto: casa della salute, consultori, presidi oncologici; la operatività della Porta Unica di Accesso; la riorganizzazione integrata della rete ospedaliera territoriale; la attivazione di strutture ambulatoriali dedicate per le cure primarie che realizzino il raccordo tra cittadini, medico curante, specialisti e servizi; la soluzione delle problematiche che determinano le liste di attesa per gli esami diagnostici; le azioni per rafforzare la sicurezza sui luoghi di lavoro; il superamento delle condizioni di precarietà in cui operano nel territorio provinciale centinaia di lavoratori del settore".


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