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V I S T: “ S’ JI F O S S F U C H “

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(Dal corrispondente dall’ Inferno Cecco Angiolieri)
                    (  Siena, 1260/1313 )

           …non me ne voglia chi legge, ho riportato             
            ciò che l’ inviato CECCO mi ha mandato!

 

S’ ji foss FUCH “i megghj” l’ abbrusciass
e jind la cen’r abbullend viv i sc’ttass,                                        
a chi vosch e p’nët ann fuch’jët ,                           
p’ quidd pov’r an’mël che no-sonn scambët.

   S’ ji foss VIND, ‘na tromb scat’nass
e tutt i sturc’ all’ arij  s’bal’sciass,
sop i spiagg’ tutt  s’cupr’cchjass
ch’ a la fin sol  rën e vasapidd c’ r’stass.

   S’ ji foss ACQU, n’ ond-anom’l  furmass,
tutt i v’llagg’ jind-a mër   strasc’nass
e quann l’acqu c’ accumenz a r’t’rà,
tutt accom  a  pr’m vurrij r’truà.

   S’ ji foss BIN LADEN ‘na bomb sganciass
e cudd “Cendr” p’ semb s’cunzass:
a u gradass ch’ l’ a v’lut accappass
e tutt e  duj l’ ucchj l’ ‘nz’rtass!!

   S’ ji foss DRAGUT d’ la Mezzalun
ammuzzass la chëp a cchjù d’ vun
e i chëp tust, i chëp d’ zurr e i tatam’lun,
a Valon  i purtass ‘nzimbr a-i “v’ndun”.

   S’ ji foss nu figghj d’ BONA MAMM,
farrij d’ cchjù e …pegg’ d’ mamm!

      S’ ji foss PREV’T tutt i p’zzoch pigghjass,
fin a quann “la lèngh ‘ndèrr” s’tr’sciass.

   S’ ji foss DIAV’L  da Carond farrij tragh’ttà
a chi c’cianidd, datt’r e cuchigghj vann a fa’,
‘mmizz a i vamp d’ fuch i scess a m’nà,
p’ tutt i dann che vann a cumb’nà.

   S’ ji foss M’CHËL, com songh e so stët,
m’ t’ness tutt i femm’n bell e allattunët
e tutt i sciuèrt e no-n aggraziët lassass,
a quidd maffius che i ten’n sol p’ spass.

           Michele Delli Santi ’49            
                                    
                                      Vieste, 15-02-2009

Se fossi FUOCO, gli “attributi” brucerei (per estinguerli per sem-
pre) a chi ha incendiato i boschi e le pinete e, per quei poveri animali che al fuoco non sono scampati, li butterei nella cenere bollente.
Se fossi VENTO, scatenerei una tromba d’ aria e tutte le brutture sparpaglierei nell’ aria, sulle spiagge scoperchierei tutte le strutture,  in modo che, alla fine, solo la sabbia e quelle piante spontanee pungenti (vasapidd) ci lascerei.
Se fossi ACQUA, formerei un’ onda anomala (tsunami): tutti i villaggi (sulla costa) trascinerei a mare e quando le acque cominciano a ritirarsi, tutto com’ era prima vorrei ritrovare.
Se fossi BIN LADEN (Osãma bin Lãden, leader di Al Quaeda), una bomba butterei e cancellerei per sempre quello sconcio di” Centro Direzionale” a Campi:  prenderei quel grande incapace e smargiasso che l’ ha ideato e gli cecherei entrambi gli occhi.
Se fossi DRAGUT, rais della Mezzaluna, taglierei la testa a più di una persona e… le teste dure, i cocciuti e le teste pelate, porterei a Valona (quartier generale in Albania, per venderli come schiavi o chiedere per loro il riscatto), insieme ai ventuno rappresentanti che compongono l’ attuale Amministrazione,
(compreso il sindaco).
Se fossi figlio di BONA MAMMA, mi comporterei come lei, anzi…,
 peggio di lei.
Se fossi PRETE, prenderei tutte le bigotte (per non farle continuamente sparlare degli altri) fino a quando le loro lingue arrivassero fino a terra.
Se fossi DIAVOLO farei portare in barca da Caronte negli Inferi(il traghettatore delle anime nell’ Inferno dantesco) tutti coloro che si dedicano alla pesca del novellame, alla raccolta dei datteri di mare e delle vongole pescate a strascico. Costoro li butterei in mezzo alle fiamme, considerando tutti i danni che causano alla natura.
Se fossi MICHELE, tale che sono e sono stato, mi prenderei tutte le donne belle e ben pasciute e tutte le trasandate e le poco aggraziate lascerei a quei smorfiosi che hanno le donne solo per divertimento.

       S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo    (CECCO ANGIOLIERI)

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempesterei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’ annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo,
ché tutt’i cristiani imbrigherei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
A  tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, anderei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similmente farìa da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
e vecchie e laide lasserei altrui. 


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