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MyAir, 8 indagati per bancarotta «Debiti per 50 milioni di euro»

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Una bufera giudiziaria si è abbattuta sulla compagnia aerea low cost Myair.com, che opera anche a Bari con ben nove voli. Nelle sue sedi si sono presentati per una serie di perquisizioni gli uomini della Gdf. L’ipotesi è quella di reati fallimentari e tributari, fra cui il mancato versamento all’Erario di imposte e contributi previdenziali per 18 milioni di euro. Sono otto gli indagati, fra cui l’ex ministro dei trasporti Carlo Bernini, numero uno di Myair, il suo vice Vincenzo Soddu, ex comandante delle Frecce Tricolori ed ex ad di Volare, e l’ex arbitro di calcio Luigi Agnolin.
Perquisizioni e sequestri di documentazione sono scattati ieri nella sede di Myaair, a Torri di Quartesolo (Vicenza), e nelle abitazioni degli amministratori della compagnia aerea. Bancarotta, ricorso abusivo al credito e omesso versamento di iva, imposte dirette e contributi previdenziali, a partire dal 2006 (per un importo di 18 mln) sono le ipotesi di reato sulle quali sta lavorando la procura di Vicenza. L’inchiesta è coordinata dallo stesso procuratore capo, Ivano Nelson Salvarani. Myair.Com è il nocciolo operativo del gruppo che fa capo alla Flyholding spa.

La compagnia aerea Myair.com, sotto inchiesta a Vicenza per reati fallimentari e tributari, avrebbe debiti oltre che in Italia anche in Spagna e Francia, dove opera.

Lo ha rilevato oggi il procuratore capo di Vicenza, Ivanmo Nelson Salvarani, che sta seguendo personalmente il fascicolo nel quale figurano indagati 8 amministratori della compagnia, tra cui il presidente Carlo Bernini. Secondo fonti giudiziarie, l’ammontare dell’esposizione di Myair.com potrebbe arrivare a circa 50 milioni di euro.

«I sintomi di insolvenza sono gravi – ha detto Salvarani – e sono quantificabili in 18-20 milioni di euro solo nei confronti dell’erario dello Stato. Ma ci sono debiti anche nei confronti di stati esteri come Francia e Spagna, dove la compagnia aerea si trova ad operare, con i fornitori di carburanti, gli aeroporti dove si appoggia la flotta e le aziende di leasing che hanno la proprietà degli aeromobili».

Secondo il magistrato, la spinta che muove l’azione della procura e della polizia giudiziaria in casi come quello di Myair «è la necessità di bloccare l’effetto negativo che, a cascata, si riverbera su tutti i creditori e sul sistema economico, a fronte di una situazione di comprovata insolvenza».

L’impostazione della procura è comunque prudente. Salvarani ha spiegato che al momento è stata contestata solo l’omessa richiesta di fallimento e l’abusivo ricorso al credito, «ma non escludiamo – ha aggiunto – che si possa aggravare o semplificare. Mi auguro che i responsabili di Myair possano ricapitalizzare la società, trovare nuovi fondi e proseguire l’attività». Del resto se la Procura verificasse che l’insolvenza, già grave, è anche irreversibile – ha proseguito il magistrato – sarebbe essa stessa ad avanzare l’istanza di fallimento al tribunale.


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