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Ci risiamo i “foggiani” voglio accaparrarsi tutto. Gargano penalizzato. Confidiamo in Gatta

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La mappa di interessi si palesa nella gerarchizzazione dei progetti presentata per la prima fase stralcio, che mobiliterà circa cinquanta milioni di euro sul territorio provinciale. In sostanza, nel momento clou di assegnazione dei primi fondi disponibili, emerge una frizione tra gli attori protagonisti della Cabina di regia di Capitanata 2020. Con il rischio, sempre più probabile, che se le istanze di emendamento proposte dal presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta, non verranno accolte nell’incontro di oggi, la rottura potrà essere insanabile, con grevi ripercussioni sugli equilibri interni. In quest’ottica, la stessa :. : funzione di coordinamento dell’ente Provincia perde inevitabilmente di peso, con la conseguente fuoriuscita dal tavolo di concertazione. Qualora si verificassero :,
queste condizioni  – ovvero, l’impossibilità della “quadratura del cerchio, come ha affermato più di qualcuno con precisione-, ogni discorso sulle logiche di sistema cadrebbe nel vuoto, insieme alla vision complessiva dello sviluppo infrastrutturale ed economico del prossimo quinquennio, in linea con i fondi strutturali europei. La nube oscura all’orizzonte arriva proprio dal Gargano, con la possibilità che l’intera area possa “distaccarsi” dalla progettazione fin qui delineata con la presentazione di un progetto autonomo: in questo caso la frattura sarebbe insanabile e comprometterebbe tutto il resto. Comprese le velleità della linea dell’ “asso piglia tutto” foggiano.Va bene il discorso degli assi  – anche se esistono numerose osservazioni su quest’aspetto che giungono proprio dalla Regione, soprattutto sulla mancanza di gerarchia tra le sezioni-, ma poco è stato fatto per il settore turistico, nonostante nell’obiettivo generale della vision sia chiaramente definita la “accresciuta competitività territoriale con particolare enfasi per settore turistico ed agroalimentare”. Qualcosa non quadra se si osservano i primi dieci progetti di ogni settore. Solo un quinto della prima fetta di finanziamenti viene stanziata per l’area garganica, a fronte di un interesse che può contare su numeri che parlano da soli: quasi la metà della totalità dei comuni coinvolti è situata lì. E allora, come si spiega la preponderanza, ad esempio nella dimensione “reti e mobilità”, di progetti che fanno capo ad interessi di una sola parte del territorio? Leggiamoli. Il primo è chiaro: “Realizzazione di un sistema integrato per la logistica leggera e pesante” (poli di Incoronata, San Severo, Cerignola, Manfredonia). A qualcuno verranno in mente le vicende dell’area dell’ex Sfir e gli interessi di Eliseo Zanasi, consolidatisi con l’attuale candidatura politica. Riconversione produttiva e megapolpettone con un non meglio precisato centro commerciale, un polo logistico. In poche parole, queste le premesse di un primato gerarchico prodromico, alla luce attuale, di chissà quali disegni politico-economici perla città di Foggia e per la provincia. Ancora Area Vasta con il secondo progetto (staccato di un solo punto dal primo): “Progetto Pilota innovativo di Treno Tram”. Ecco. spuntare il nome di “don” Vincenzo Scarcia, direttore generale di Ferrovie del Gargano. Solo al decimo posto la “sistemazione funzionale della Sp 28”, meglio conosciuta come “Pedegarganica”, che tra l’altro già godeva di finanziamenti Cipe per più dì 15 milioni di euro. E il turismo? In quest’ambito non è affatto considerato. Bisogna andare a spulciare tra i progetti del segmento “Produzione e servizi” per trovare, all’ottavo posto, lo “sportello unico per il turismo”, che però fa figurare come ente promotore l’Area Vasta, in luogo dei Comuni costieri del Gargano che lo rivendicano a pieno titolo. Un altro successo si registra nella dimensione “Ambiente e spazio rurale”, dove il progetto di “messa in sicurezza dei movimenti franosi sulle coste” si piazza al quarto posto. Si aggiunga il “piano antincendio” e la prerogativa turistica pare terminate. Poi, predominano gli interventi sulla zona Asi Incoronata. Certo, esistono vincoli precisi posti dalla stessa Regione Puglia al piano stralcio, che prevedono l’accettazione di progetti attestati tra i 2,5 ed i 5 milioni di euro, con chiari indicazioni sulle linee giuda da seguire. A ciò, si aggiunga che in questa prima trance ci si basa solo sui fondi Fesr, mentre sono esclusi i fondi Fas. Per alcuni, sarebbero proprio questi vincoli ad aver indirizzato la selezione dei progetti. Ma per i Comuni non basta. E la minaccia di rottura definitiva si fa più concreta proprio in queste ore. Almeno fino a quando non saranno scadute le quarantotto ore dell’ultimatum imposto da Gatta, che gode della piena fiducia degli enti locali rappresentati.
Michele Iula
L’Attacco


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