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Capitanata 2020/ O si rinvia o il Gargano fa saltare il Piano

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Ieri, con l’incontro iniziato alle 16, doyeva decidersi la “quadratura del cerchio” degli equilibri interni alla Cabina di regia di Capitanata2 o2O. Da una parte gli interessi dei “feriti” del Gargano vocato al turismo, dall’altra “l’asso pigliatutto”, che sarebbe rappresentato dalle macroaree dell’Area Vasta e dal Comune capofila. Ma la novità pare essere rappresentata da una nota che dovrebbe pervenire la prossima settimana, dall’assessore alla Programmazione della Regione Puglia, Michele Pelillo.

 La nota, conterrebbe le indicazioni per gli”aggiustamenti” al quadro generale della gerarchizzazione dei progetti sin qui delineata. Ma allora, come è giustificabile la fretta, visto che è stato stabilito come termine perentorio il prossimo lunedì? Le pressioni giungerebbero soprattutto del sindaco di Manfredonia,
Paolo Campo, e dalla Cgil. Qual’è l’interesse alla chiusura accelerata, soprattutto a fronte del documento regionale che verrà prodotto nei prossimi giorni? Non si comprende, a maggior ragione, alla luce dell’apertura parziale dell’assessore provinciale Leonardo Di Gioia e dell’assessore comunale all’Urbanistica, Michele Salatto. Nell’incontro di ieri erano presenti anche i tecnici del Comune di San Severo e dell’Ente Parco, il dirigente comunale Potito Belgioioso ed il project manager Francesco Paolo Affatato. La polarizzazione degli interessi ha schiuso due scenari differenti e contrapposti. Da una parte il pressing degli “integrati”, con la proposta dell’approvazione definitiva nel prossimo incontro, ma con la clausola della possibilità di emendamento successivo per accontentare gli “apocalittici”. Questi ultimi, invece, pongono la questione della necessaria valutazione dell’importante testo contenente le “istruzioni” della Regione e, pertanto, chiedono di procrastinare la scadenza al 30 aprile. Dunque, cade la prima istanza proposta dai Comuni rappresentati dal presidente dell’ente Parco, Giandiego Gatta, il quale aveva avanzato una proposta di emendamento. Ora, questa ipotesi, non può valere, anche perchè ogni modifica apportata ad un piano soggetto esso stesso a potenziali cambiamenti sarebbe privodi senso. Per questo, se le cose non cambieranno entro lunedì, tutta l’area garganica rappresentata da Gatta voterà contro, creando una frattura grave che avrebbe forti ripercussioni a livello regionale, Resta la compattezza rappresentata dallo zoccolo duro dei sindaci della zona costiera. L’intervento di Rocco Ruo in Consiglio provinciale e le dichiarazioni di Carmine D’Anelli, dimostrano il pieno allineamento alle posizioni di Gatta. Bisogna tuttavia sottolineare che la polemica non riguarda i primi finanziamenti dell’accordo stralcio (50 milioni di euro),le priorità progettuali nel lungo periodo. Infatti, i dieci milioni di euro previsti per il “sistema antincendio” e per il piano che limita l’erosione delle coste senza trascurare il progetto di messa in rete dei centri storici, finanziati per un milione di euro-, soddisfano provvisoriamente le esigenze del breve periodo. Ma non basta. La programmazione non può essere se non con un accordo tout court degli attori interessati. Per questo, non c’entrano neanche tanto le “scuole di pensiero”, soprattutto se verranno messe in discussione le matrici dell’impianto metodologico. Già oggi dovranno arrivare i primi pareri tecnici sulle fattispecie progettuali. Mentre i garganici “promettono battaglia” in difesa degli interessi dell’area territoriale che produce una fetta “troppo importante del Pil provinciale.

 Michele Iula
  L’Attacco

 


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