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Torna l’ora legale

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Questa notte alle due dovremo spostare in avanti di un’ora i nostri orologi e così sarà fino alle tre del mattino del 25 ottobre, quando le lancette dei nostri orologi dovranno essere spostate indietro di un ora. E’ una convenzione in uso in quasi tutti i paesi europei, determinata dalla convinzione che ci sarebbero vantaggi economici, per quell’ora in più di luce naturale nelle ore pomeridiane/serali, che tarderebbe l’accensione dei vari sistemi artificiali per illuminare e alimentare le nostre attività. Secondo uno studio eseguito due economisti californiani, invece, avere un ora in più di luce non fa affatto risparmiare energia elettrica. Anzi induce ad un maggior consumo dovuto all’uso dei condizionatori. La ricerca effettuata negli Stati Uniti e gli studi relativi ai consumi antecedenti l’uso dell’ora in più di luce, fa crollare un po’ tutti i miti. Secondo i due economisti californiani, sebbene l’ora legale riduca la richiesta di elettricità per illuminazione, ne produce una più elevata per l’uso dei condizionatori durante le sere d’estate e per il riscaldamento durante la primavera e l’inizio dell’autunno. In pratica, è la mattina che si avverte il picco maggiore di richiesta elettrica, quando tutti iniziano ad accendere i condizionatori alle prime avvisaglie di una giornata torrida e essendo anticipata di un ora la luce solare il picco dura più a lungo. Secondo Enel, invece, il risparmio di energia elettrica con l’uso dell’ora legale sarebbe stato consistente: con l’ora legale, dal 2004 al 2007, l’Italia ha risparmiato, complessivamente, oltre 2,5 miliardi di kilowattora corrispondenti a circa 300 milioni di euro di minor costo.


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