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Bilancio, in Puglia sale gettito fiscale

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La legge di bilancio conterrà soltanto disposizioni di tipo finanziario. E le norme «omnibus», come già accaduto nel 2008, finiranno in un ddl collegato che potrebbe avere un cammino parallelo. Dovrebbe essere questa l’impostazione dell’esecutivo pugliese sul bilancio, che arriverà in aula nelle prossime settimane. La caratteristica del documento licenziato l’altro giorno dalla giunta è questa: un imponente boom delle entrate, cui non corrisponde un boom delle uscite. Le entrate ammontano a 7,63 miliardi (a fronte dei 7,2 dello scorso anno), cui va sommato un avanzo di amministrazione (presunto) pari a 1,2 miliardi. Tuttavia le partite di ragioneria (residui perenti, economie vincolate) assorbiranno 1,2 miliardi di euro, contro i 643 milioni dello scorso anno: effetto dovuto anche a una serie di variazioni normative. Alla fine dei conti, il bilancio autonomo è effettivamente cresciuto da 1,6 a 2,34 miliardi: ma detratti i residui, l’incremento di disponibilità per gli assessorati è di appena 140 milioni (753 contro i 609 del 2008). In questo contesto, nel 2009, dovrebbe finalmente arrivare a conclusione la vendita del patrimonio immobiliare delle Asl, che fu avviata nel 2007 dall’allora assessore Francesco Saponaro. Nella scorsa legge di bilancio fu inserita la norma che autorizzava la giunta a costituire la società-veicolo con cui portare a termine l’operazione, ora è ipotizzabile che la vendita arrivi finalmente a conclusione: in bilancio saranno iscritti 60 milioni, una cifra prudenziale a fronte dei 90 milioni del valore stimato degli immobili. Sarà Brindisi a salvare, almeno in parte, le sorti della sanità pugliese. Gli immobili della provincia pesano infatti, come quelli del Barese, per circa un terzo del patrimonio da dismettere, che conta circa 900 unità.

Adesso la strategia dovrebbe essere questa: la Regione trasferirà la proprietà dei beni alla società-veicolo, che a sua volta emetterà obbligazioni per i 60 milioni stimati. Dopodiché il pacchetto dei beni dovrà essere messo sul mercato, presumibilmente in blocco: ad acquistare sarà, dunque, un operatore del real estate che a sua volta sceglierà se (e cosa) rivendere al dettaglio. Questo genere di operazione presenta ampi margini di incertezza: non è sempre facile trovare un acquirente per immobili che, in alcuni casi, sono sottoposti a vincolo o si trovano in aree rurali. Ma nell’elenco dei beni Asl, è stato il ragionamento ai tempi in cui fu varata la dismissione, ci sono 3-4 proprietà che da sole potrebbero valere l’intero inve stimento. Nel bilancio c’è poi, come detto, un boom delle entrate fiscali. I tecnici della ragioneria hanno previsto una diminuzione delle tasse da concessioni regionali (che scendono da 21 a 1,8 milioni), ma allo stesso tempo hanno iscritto in bilancio un deciso incremento della tassa automobilistica (da 250 a 300 milioni), lievi incrementi dell’Irpef (grossomodo 3 milioni di euro) e dell’Irap (19 milioni) e quasi 200 milioni in più dalla compartecipazione all’Iva (che finisce alla sanità). La manovra fiscale regionale (l’aumento dello 0,5% dell’addizionale Irpef per le fasce di reddito superiori ai 28mila euro, l’aumento dell’1% dell’Irap e i 2 centesimi/litro sul carburante) darà invece 235 milioni, quasi 61 in più rispetto a quanto previsto lo scorso anno, ai quali bisogna sommare altri 32 di extragettito relativo al 2008: quest’ultima cifra potrebbe crescere ancora in sede di assestamento. I tecnici spiegano che si tratta sia dell’effetto dell’allargamento della base contributiva, ma anche del recupero dell’evasione: insomma i pugliesi pagheranno di più, ma presumibilmente pagheranno tutti. I soldi della manovra fiscale regionale, come si ricorderà, sono destinati al ripiano del deficit sanitario, ed anche qui è presto per fare i conti: i 6,2 miliardi del Fondo sanitario regionale per il 2009 sono provvisori, e saranno quantificati con precisione nei prossimi mesi


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