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Le mani su “Capitanata 2020”

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Siamo alle solite. Era facilmente prevedibile che il “triangolo maledetto”, non quello delle Bermude lontano da noi, quello più vicino di Foggia, Manfredonia, Cerignola, avrebbe messo le mani anche su Capitanata 2020. Un copione visto e rivisto, come Ladri di biciclette, nella sua lettura più tragica e realistica, con tutto il peso di un linguaggio vecchio e privo di valore come la moneta fuori corso. Cosa spera di ottenere questa “classe politica di Capitanata” ? Qual è la loro opinione e visione del Gargano di oggi? Sono risposte che non arriveranno mai, perché ci vorrebbero delle fondamenta su cui far camminare e capire la politica della provincia. Il Gargano si presenta per la prima volta, un miracolo, con un solo vestito e con un obiettivo: avere un ruolo alla pari, con le altre realtà territoriali nella concertazione e formazione di un progetto di sviluppo che non penalizzi nessuno. Il Gargano ha riposto nell’armadio dei ricordi, e speriamo per sempre, il vestito di Arlecchino dove ognuno cuciva una pezza a colore. Si deve tenere ben in mente che oggi il Gargano ha una nuova classe di amministratori più attenti,  più sensibili alle risposte generali e meno a quelle delle mance o delle elemosine. Vieste, Peschici, Rodi, Vico del Gargano, Ischitella e tanti altri comuni, il Parco Nazionale del Gargano sono impegnati nella costruzione di una economia di sistema che deve portare tutti a vivere e respirare aria nuova. Le nostre coste, i nostri Centri Storici, le nostre campagne e i nostri boschi, le nostre tradizioni e la nostra cultura sono un valore che danno prestigio e forza alla provincia di Foggia. La classe politica della Capitanata è avvertita.

Michele Angelicchio


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