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Sannicandro/ Individuato il sito dove localizzare l’impianto di gestione rifiuti

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Il sindaco Squeo: “Da giugno 2006 – data di insediamento dell’attuale Giunta – a dicembre 2008, l’Ente ha versato al Comune di Vieste la somma di € 719.651,41 e si appresta a versare la parte corrente rimanente. Le Amministrazioni che si sono succedute dal 2000 a maggio 2006 hanno versato al Comune di Vieste la somma di € 584.017, 69. Ad essere in debito con la comunità viestana non è certo questa Giunta”.

 

Il Consiglio Comunale di San Nicandro Garganico ha deciso di accogliere la proposta della Giunta ed ha individuato il sito in cui localizzare l’impianto complesso ed integrato di gestione dei RSU dell’ATO FG/1.
Hanno votato a favore i dodici consiglieri del PD, si è invece astenuto il consiglieri di Rifondazione Comunista. Hanno espresso un voto contrario i sei consiglieri di opposizione (UDC-PDL-). Si è completato, dunque, il percorso disegnato dall’Amministrazione comunale di San Nicandro, d’intesa con la Provincia di Foggia, i cui esiti sono integralmente consultabili sul sito internet istituzionale del Comune (www.comune.sannicandrogarganico.fg.it).
Il percorso intrapreso ha segnato una svolta importante ed inedita in direzione della concertazione civica e della trasparenza amministrativa.
Per coerenza istituzionale e rispetto nei confronti della cittadinanza, oggi più di ieri avverto il dovere di chiarire che la disponibilità offerta dal Comune di San Nicandro, con grande senso di responsabilità e attenzione alle esigenze della comunità garganica, è indissolubilmente legata ed inscindibilmente condizionata alla realizzazione di un impianto complesso integrato per la gestione dei rifiuti solidi urbani con annessa discarica di soccorso, e non già alla realizzazione di una discarica di soccorso con annesso impianto complesso integrato.
A fronte dell’accordo raggiunto con la Provincia di Foggia, in cui si prevede che ciascun Comune dell’ATO FG/1 “conceda la propria disponibilità ad accogliere la discarica di soccorso”, si rappresenta – ancora una volta – l’assoluta indisponibilità dell’Amministrazione Comunale ad un percorso diverso da quello seguito in questi mesi, a prescindere dalla presenza o meno di cave nel nostro territorio.
La ricerca di un sito alternativo, che dovrà assicurare lo stoccaggio dei RSU dell’ATO FG/1 nel periodo di tempo che intercorrerà tra la chiusura della discarica di Vieste e la realizzazione dell’impianto complesso, “inquina” ogni forma di governance concertata del ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
La ricerca di cave/discariche in cui conferire il ‘tal quale’, che potranno qualificarsi “di soccorso” solo a seguito dell’attivazione del ciclo di biostabilizzazione dei RSU, preoccupa fortemente questa Amministrazione, che si opporrebbe ad un’eventuale localizzazione in siti limitrofi ai confini con il territorio comunale.
Anche facendo nostre le motivazioni della petizione popolare promossa dal PDL di San Nicandro Garganico contro la cosiddetta “megadiscarica del Gargano”, che sarà nostra cura portare all’attenzione dell’Amministrazione Provinciale di Foggia.

Intervento del sindaco
Ieri Foggia ha ricordato Francesco Marcone. Uomo giusto ed integerrimo, servitore dello Stato. Non solo. Ha ricordato anche le vittime della mafia in Capitanata. Ieri uomini e donne liberi, assumendo il dovere della parola, ci hanno ricordato il contesto in cui viviamo. Conferendo alle nostre vite, al nostro impegno politico ed istituzionale, un orizzonte di senso inedito, che dobbiamo ancora sperimentare. Un quadro di riferimento in cui occorre calare soprattutto questo consiglio comunale in cui siamo chiamati a confermare la disponibilità fornita dall’Amministrazione Comunale di San Nicandro G.co di ospitare l’impianto complesso per la gestione integrata dei rifiuti solidi urbani dell’ATO FG\1.Lo sforzo maggiore oggi, comunque, è quello di non cadere in una logica di contrapposizione ideologica, di non cadere in provocazioni mediocri, di liberare dalle nostre parole il peso di una violenza endemica. Assumere – qui ed ora – la responsabilità di dare al confronto politico un taglio di grande civiltà. Ritengo che anche solo nel percorso disegnato siamo stati innovativi, consci come non mai che la questione democratica investe San Nicandro come tutti i luoghi meridiani del nostro Paese. Ricordo l’atto di indirizzo con il quale abbiamo richiesto a-) la redazione di uno Studio di Analisi e Valutazione Ambientale per l’individuazione di un sito ottimale in agro di Sannicandro G.co per un impianto complesso ed integrato di gestione dei rifiuti solidi urbani dei comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale FG1; b-) la realizzazione di un Forum Ambientale attraverso la progettazione, l’assistenza tecnico-metodologica e la gestione organizzativa di attività di consultazione ed animazione finalizzate a conseguire una partecipazione ampia ed un consenso diffuso relativamente allo Studio di fattibilità. Ricordo, senza alcun intento polemico, come la civica amministrazione comunale di San Nicandro G.co negli anni passati abbia affidato – senza alcuno avviso pubblico – la redazione del piano energetico ambientale comunale alla  SIET srl da Genzano di Lucania impegnando  una somma pari ad € 42.000/00. La stessa amministrazione di centrodestra, inoltre, senza attivare alcun circuito partecipativo, approvò lo schema di convenzione tra il Comune di Sannicandro G.co e la Sviluppo Bioagri-Energia srl, con sede legale in Parma, per la costruzione di una centrale di servizio a biomasse. Ricordo che nella convenzione non solo non risultava alcun piano di fattibilità ma si parlava chiaramente di utilizzo di rifiuti solidi urbani secchi. La stessa amministrazione, negli anni passati, diede la disponibilità ad ospitare su questo territorio comunale un rigassificatore, senza la predisposizione di uno studio di fattibilità nè l’attivazione di forum ambientali. Scelte assolutamente discutibili, che non avremmo giammai condiviso, ma del tutto legittime. Questo è stato. Questo è accaduto. Sarà anche il caso di ricordare che solo sentenze della magistratura contribuirono a far chiudere la discarica della Monachella, che spargeva fumi  e diossina per le strade del paese, e questa Amministrazione, non altre, ha deciso – con tanto di impegno di spesa – di investire nella bonifica di quel sito. Lo dico a quanti hanno organizzato la raccolta di firme, la petizione popolare contro la “megadiscarica del gargano”. Specie a quelli che ad Acerra inaugurano inceneritori, a Parigi sottoscrivono protocolli per introdurre in Italia centrali nucleari e a Bari tutelano gli interessi dell’Ilva. A quelli che – come il segretario cittadino del circolo di Forza Italia – fino a pochi mesi fa poneva l’accento proprio sui termovalorizzatori: “Scontiamo i ritardi e le incongruenze del governo regionale – chiarisce il rappresentante cittadino di Forza Italia – che non ha voluto perseguire la strada percorsa dal governatore Fitto. Quella dei rifuti è una filiera che deve essere chiusa prevedendo la costruzione di impianti di termovaloizzatori”. A quella petizione mancano le nostre firme. Alcuni giorni fa lo abbiamo ricordato e ribadito nelle sedi istituzionali: siamo disponibile ad ospitare un impianto complesso per la gestione integrata dei rifiuti solidi urbani dell’ATO FG\1 con annessa discarica di soccorso, ma non già una discarica di soccorso con annesso impianto complesso per la gestione integrata dei rifiuti solidi urbani dell’ATO FG\1. Siamo stati noi a dire no alle ricerche di cave in cui si potesse sversare il tal quale e siamo noi a dire che ci opporremo a qualsivoglia localizzazione che possa prevedere lo sversamento di immondizia in contesti territoriali anche vicini al nostro. Altro che megadiscarica. Il percorso disegnato dall’Amministrazione comunale di San Nicandro, d’intesa con la Provincia di Foggia, si è imperniato, come dicevo, sia sullo studio di fattibilità che sui forum ambientali, entrambi consultati nella loro interezza da chiunque, consultando il sito istituzionale del comune. Il primo ha già fornito una lettura del territorio sistematica ed analitica, con un rigore scientifico di indubbio pregio. I risultati dello studio di fattibilità consentono, dunque, di escludere a priori l’insorgere di problemi di sostenibilità ambientale nel sito che sarà scelto. Il secondo ha come obiettivo la condivisione, con tutta la cittadinanza, proprio dei risultati dello studio, utilizzando un percorso partecipato unico nella storia amministrativa di questo ente. Non intendo rifuggire una domanda. Semplice, diretta: perché avete accettato questa sfida così forte? Per noi la politica è assunzione di responsabilità, ma è anche qualcosa di essenzialmente diverso ed ultroneo rispetto all’amministrazione di condominio. Siamo qui per decidere, per scegliere. Il riformismo – questo sconosciuto – è cultura di governo. E chi governa, sceglie. E, nello scegliere, prefigura orizzonti di senso in cui inserire il tutto. L’attuale Amministrazione comunale e la maggioranza che la sostiene non intendono sfuggire alla responsabilità – tutta istituzionale e politica – di offrire alla problematica dei rifiuti una risposta rigorosa e rispettosa della salute, della popolazione, dell’ambiente, ma anche della legalità, consci che l’ecomafia non è una realtà avulsa da questo contesto territoriale in cui interessi criminali potrebbero – specie laddove il percorso potrebbe prefigurare ipotesi emergenziali – trovare modalità di straordinaria compartecipazione. L’elemento della responsabilità, però, non spiega tutto, non risulta essere esaustiva. Siamo convinti, infatti, che l’impianto complesso integrato per la gestione dei rifiuti rappresenti per il nostro territorio una opportunità di sviluppo. Siamo convinti, cioè, che la costruzione della filiera del ciclo dei rifiuti – processo imprenditoriale di utilità pubblica ad elevato contenuto sociale – possa svilupparsi un ciclo industriale con ricadute occupazionali ed economiche di assoluto rilievo. Ci siamo convinti a dare la disponibilità anche perché siamo consci che in questo territorio ci siano i talenti e le professionalità per far sì che il percorso assuma i contorni del processo virtuoso. I vantaggi economici dell’ente, le ricadute occupazionali, la stessa presidenza dell’ATO si materializzeranno forse tra tre anni, non prima. Praticamente in concomitanza con la conclusione del nostro ciclo amministrativo. E’ assolutamente plausibile ritenere che la logica dell’alternanza farà sì che alla nostra amministrazione ne succederà altra la quale potrà avvantaggiarsi di ricadute economiche ed occupazionali di tutto rilievo. E’ l’Ente Comune, la Città a giocarsi una partita importante. Il progetto è reso ancora più complesso e completo dall’effettivo avvio del processo virtuoso che porterà all’effettiva pratica della raccolta differenziata, grazie anche allo straordinario apporto delle istituzioni scolastiche e delle associazioni ambientaliste. Negli anni passati la raccolta era “differenziata”, ma il conferimento era nei fatti indifferenziato. In via del tutto incidentale, anche in questo caso senza alcun intendo polemico, ritengo che la debitoria della Città di San Nicandro Garganico nei confronti della Città di Vieste meriti una nota a margine. Da giugno 2006 – data di insediamento dell’attuale Giunta – a dicembre 2008, l’Ente ha versato al Comune di Vieste la somma di € 719.651,41 e si appresta a versare la parte corrente rimanente. Le Amministrazioni che si sono succedute dal 2000 a maggio 2006 hanno versato al Comune di Vieste la somma di € 584.017, 69. Ad essere in debito con la comunità viestana non è certo questa Giunta. Il nostro percorso rifugge le logiche emergenziali ed offre alle istituzioni provinciali e regionali un approdo partecipato e trasparente ad un problema che troppe volte, proprio sulla base di spinte emergenziali, ha storicamente sacrificato la sicurezza e l’ambiente a logiche altre: non sempre trasparenti, non sempre improntate alla legalità dell’azione amministrativa.
Da San Nicandro, paradossalmente, parte una nuova idea di città e di territorio, una nuova idea di politica, un approccio nuovo, di grande civiltà.
Il sindaco
Avv. Costantino Squeo

P.S. A notte fonda apprendo della notizia della sentenza della Corte Costituzionale che incide profondamente sull’impianto della legge 40. Si tratta della legge che regolamenta – secondo un approccio assolutamente oscurantista – la normativa della procreazione assistita. E’ una bellissima notizia.

D E L I B E R A

1.    di prendere atto dello Studio di Analisi e Valutazione Ambientale per l’individuazione di un sito ottimale in agro di Sannicandro Garganico per un impianto complesso ed integrato di gestione di R.S.U. dei comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale FG/1 (Gargano) effettuato dalla R.T. Ecologica di Bari da cui è emerso un giudizio di maggiore idoneità su quattro diversi siti (A, B, C, D) dislocate nel territorio comunale ad ospitare un impianto complesso ed integrato di gestione r.s.u.;
2.    di prendere atto della tabella di individuazione gerarchica dei siti, stabilendo come ipotesi ottimale il “Sito D”, per le ragioni addotte nello studio;
3.    di candidare il Comune di San Nicandro Garganico ad ospitare e localizzare un  impianto complesso ed integrato di gestione r.s.u. secondo quanto stabilito nello studio redatto dalla R.T. Ecologica;
4.    di essere disponibili a non escludere ulteriori ed innovativi interventi tecnologici coerenti con la pianificazione regionale e provinciale in materia di corretta ed ecocompatibile gestione dei r.s.u.;
5.    di trasmettere il presente atto:
·    alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
·    al Ministro dell’Ambiente
·    al Presidente della Regione Puglia;
·    all’Assessore all’Ambiente della Regione Puglia;
·    al Presidente della Provincia di Foggia
·    all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Foggia;
·    al Presidente dell’ATO FG/1;
·    ai componenti del Consiglio di Amministrazione dell’ATO FG/1;
·    ai sindaci componenti dell’ATO FG/1;

Ravvisata l’urgenza, previa apposita e distinta votazione, con voti_____ favorevoli e voti ______ contrari,
 DICHIARA
Il presente deliberato immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4°, del D.Lgs. n. 267/2000.


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