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Vieste – SAREMO SOFFOCATI DALLA CRIMINALITA’?

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Sminuire, banalizzare. Continuano ad essere questi gli atteggiamenti che sembrano prevalere riguardo alla continua serie di eventi criminosi da cui è colpita ormai giornalmente la comunità viestana. Furti, intrusioni, auto incendiate, minacce con «pacchi». E’ un continuo incessante. Con una novità. Rispetto ad un’analoga escalation di criminalità che si è avuta a fine 2007 con una lunga serie di rapine (a supermercati, tabaccherie, ecc.) ora questi atti criminosi sembrano avere soprattutto un intento intimidatorio.

Lo testimonierebbero i messaggi lasciati dopo le intrusioni in alcune aziende turistiche e non della città. Spesso con un chiaro tenore di minaccia invitano a garantirsi in modo opportuno («Tu mi capisci», direbbe Antonio Di Pietro) per evitare l’increscioso ripetersi di eventi simili.
Dal clamore delle rapine e dei furti si è passati ad un’azione più silenziosa e talora minimale ma ben più pericolosa che deve preparare il terreno, intimorendo le persone, al passo successivo: la richiesta estorsiva, seppur mascherata in varie forme.
A lanciare il sasso, per tornare a discutere della situazione della criminalità a Vieste, ci aveva pensato ad inizio anno uno dei più importanti operatori turistici viestani. "Lancio un appello al Questore e al Prefetto di Foggia: – aveva detto Luigi Manzionna – dovete immediatamente potenziare sensibilmente le forze dell’ordine a presidio di Vieste. Il problema della criminalità è serio".
L’appello non è stato però granchè preso in considerazione. 
L’imprenditore aveva spiegato che «è una vita che noi operatori turistici chiediamo il rinforzo delle forze dell’ordine E’ un problema di natura politica. I nostri amministratori si devono prendere la responsabilità di portare avanti questo impegno per il territorio. Credo che bisogna ubicare a Vieste una sede distaccata della Questura di Foggia, o quantomeno rinforzare gli uomini a disposizione dei Carabinieri e della Polizia stradale, che purtroppo devono presidiare un’ampia fetta di territorio garganico con mezzi insufficienti".
Il vicesindaco Saverio Prencipe aveva replicato che "non è vero che gli operatori turistici sono maggiormente esposti alla criminalità, perché questo è un problema orizzontale, colpisce tutti allo stesso modo, anzi di più i cittadini privati" ma soprattutto che "delle dichiarazioni sui continui atti criminali della scorsa estate, non ne so nulla, perché mai gli operatori turistici hanno segnalato all’Amministrazione questa situazione, né hanno mai fatto proposte in tema di sicurezza» e che «allo stato dei fatti i nostri interlocutori istituzionali non segnalano l’emergenza criminalità».
Da questo dialogo a distanza scaturiscono due elementi importanti.
Il primo è che coloro che subiscono questi atti criminosi debbono sempre e comunque denunciarli, ai Carabinieri, ma anche a tutte le altre forze dell’ordine presenti sul territorio, anche per alleggerire il carico di lavoro degli uomini della Benemerita già oberati da tanti adempimenti. Queste denunce sono fondamentali sia dal punto di vista investigativo perché creano un base di dati su cui poter operare ma soprattutto perché contribuiscono a delineare formalmente l’accrescersi del fenomeni criminosi. Molto spesso è accaduto che a fronte di richieste di rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine a Vieste, a livello di organismi provinciali, il fenomeno non trovava riscontro nelle denunce.
Il secondo è che gli amministratori, al di là di non avere poteri in materia e come forze disponibili solo gli operatori di Polizia municipale, debbono cominciare a mettere fra le priorità questa che è davvero un’emergenza che rischia di minare la sicurezza cittadina. Bisogna evitare quel classico e sciocco atteggiamento di sminuire, quasi a voler nascondere il fenomeno. Spesso mascherandosi dietro l’ipocrisia di dare di Vieste un’immagine di isola felice a tutti i costi. Così non è anche se non siamo certo a livelli di altre località. E proprio per evitare di finire così che si deve agire presto e concretamente. Nei prossimi giorni il sindaco chiederà un incontro con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Speriamo che ci siano dei risultati.


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