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Progetto ‘Non solo braccia’, la Capitanata per l’integrazione

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Solo qualche giorno fa le cronache nazionali dipingevano Foggia come la capitale italiana dell’intolleranza. è bastata una cattiva interpretazione dei fatti per far gridare ad una nuova Apartheid. Ma la Capitanata non è un popolo di razzisti ed è giusto che i riflettori vengano puntati su quanto di buono viene dalle sua progettualità e dalle politiche di integrazione che da sempre vengono portate avanti da Enti ed associazioni.  Un esempio concreto della volontà che il nostro territorio ha di farsi carico delle problematiche dei cittadini extracomunitari che risiedono in provincia di Foggia è il progetto "Non solo braccia", nato 2 anni fa su impulso del Consiglio territoriale per l’immigrazione della Prefettura e della Provincia di Foggia, con il partenariato di numerosi comuni di Capitanata ed associazioni. un progetto di cui oggi si sono tirate le somme con un risultato incoraggiante sia dal punto di vista occupazionale che di socializzazione. Ad oggi sono 136 gli extracomunitari che hanno inserito i loro dati all’interno di un data base che consente di incrociare le domande di lavoro con le offerte delle aziende. Ma spesso gli immigrati lavorano e vivono nelle campagne in condizioni a dir poco precarie con paghe decisamente al di sotto di quelle percepite dagli italiani. Non sono soggetti portatori di diritti e riconoscimenti politici e di cittadinanza, ma lavoratori in nero. Per questo "Non solo braccia" ha attivato uno sportello mobile. Un camper che ha effettuato circa 50 uscite per far conoscere anche ai lavoratori stagionali, di quali diritti godono e nel contempo fare una sorta di censimento delle necessità di cittadini che ancora troppo spesso vivono ai margini della società.


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