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Mons. D’Ambrosio: “Risposte non ne abbiamo”

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Le 5 bare sistemate ai piedi dell'altare
Chiesa gremita per l’ultimo saluto ad Annamaria Russo e alle 4 figlie. Tra le autorità, presente anche il ministro Fitto. Lutto cittadino non rispettato da popolazione e commercianti

La folla che ha salutato per l'ultima volta le donne della famiglia Germinelli-Russo"L’eterno dolore", struggentemente recitato per ben cinque volte, ha concluso la celebrazione funebre per dare l’ultimo saluto ad Annamaria Russo e alle sue quattro figlie, Rosa, Micaela, Chiara e Giusy Germinelli, tragicamente decedute nel crollo della propria abitazione dell’Aquila, alle 3.32 del 6 aprile scorso.

Mons. Domenico D’Ambrosio, che ha celebrato le esequie, ha aperto la funzione dicendo che "per questa tragedia, risposte non ne abbiamo, c’è solo la fede che ci può aiutare a sopportare questo dolore senza fine". Nel corso dell’omelia, l’Arcivescovo ha voluto ricordare le altre tre ragazze garganiche uccise dal terremoto aquilano e il tragico crollo della palazzina di Viale Giotto a Foggia, dove morirono 67 persone.

La chiesa della parrocchia "Gesù Buon Pastore" era gremita di gente che ha voluto partecipare al dolore delle famiglie colpite da questa sciagura: tanti cittadini che hanno preferito sacrificare la mattina del lunedì di pasquetta per stringersi attorno ai parenti delle vittime e per accompagnare le cinque bare con un lungo e fragoroso applauso all’uscita dalla chiesa. 

Le autorità presenti alle esequieRilevante anche la presenza delle autorità civili, militari e istituzionali: in prima fila, accanto al sindaco di Vieste Ersilia Nobile, erano seduti il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto,  l’onorevole Angelo Cera, l’assessore regionale alle politiche giovanili Elena Gentile, il presidente dell’amministrazione provinciale Antonio Pepe, il prefetto di Foggia Sandro Calvosa, il presidente del Parco del Gargano Giandiego Gatta e molti rappresentanti delle amministrazioni dei comuni del Gargano.

Alla sentita partecipazione dei cittadini che hanno presenziato alle esequie, ha purtroppo fatto eco la quasi totale indifferenza di gran parte della popolazione, poco attenta al rispetto del lutto cittadino ma più concentrata a scrutare l’orizzonte per meglio organizzare la scampagnata. Troppo poche le attività commerciali chiuse o, almeno, con le serrande a mezza altezza in segno di lutto, alle quali vanno affiancate le bancarelle del mercato quindicinale, regolarmente presenti (anche se in numero ridotto) presso il parcheggio del lungomare Europa.

Come dire, la vita è fatta di priorità…

Sandro Siena


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