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Finaziaria Gargano/A Vieste a Peschici l’idea della Banca piace…

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Sembra proprio che non sia una forzatura definire l’operazione Finaziaria Gargano una fuga in avanti tutta Manfredonia. Pare infatti che il progetto di banca messo in piedi dal primo cittadino del comune sipontino abbia preso in conropiede un buon pezzo dell’economia della provincia, Gargano incluso. Dalla composizione attuale dell’assemblea dei soci si comprende come l‘epicentro sia Manfredonia. Basti pensare a Ciro Gelsomino, Giovanni Rotice e Salvatore De Salvia.  Ma che le porte siano spalancate verso il Promontorio pugliese lo dimostra la presenza dell’apricenese Valentina Passalacqua, moglie di Girolamo Notarangelo, imprenditore viestano che ha come suo commercialista Mauro Clemente, segretario cittadino del Partito Democratico. Potrebbe essere questo il canale con il quale dialogare con quel pezzo di economia del promontorio che all’indomani dell’incontro con Nicola Rossi in Camera di Commercio lo scorso gennaio, si riunì nella sede viestana di Confcommercio per discutere di una banca locale, o meglio, territoriale, garganica. Ci fu una riunione nella sede della Confcommercio, alla quale però seguì un nulla di fatto. Chi promosse l’iniziativa fu Giuseppe Cimaglia, commercialista viestano con un’esperienza di amministratore nella giunta di Ersilia Nobile. “La banca sipontina? Proprio all’epoca dell’incontro in Confcommercio vennero a parlarmene Notarangelo eAldo Ragni. Dopo di che non ricevetti altre informazioni. Oggi ne so qualcosa in più perché ho letto sul giornale”. Giuseppe Cimaglia quindi non nasconde il suo nervosismo verso un’operazione nella quale “Manfredonia poteva coinvolgere di più il Gargano”. Un Gargano che da un po’ di tempo discute appunto di una propria banca. “L’incontro nacque su mia iniziativa – dice Cimaglia. Fu un incontro importante, durante il quale una quarantina di operatori turistici parlarono della possibilità di istituire un istituto di credito che possa rispondere alle esigenze dell’economia locale. Ora sono ancora nella fase iniziale, per capire quanto sia maturo il settore per avviare un progetto del genere. E credo che questa sia una esigenza in un territorio in cui è notevole la movimentazione di denaro Basti pensare che a Vieste ci sono ben 8 banche e che presto diventeranno 9, e parliamo di un paese con 13mila abitanti. E allora è chiaro che è necessario creare un soggetto che permetta alle imprese e ai cittadini di gestire direttamente la ricchezza prodotta”. Cinaglia quindi va oltre l’idea di una semplice banca che sostenga investimenti locali. “Penso anche alla raccolta dei capitali, certo”. Anche se poi, l’idea intorno alla quale gli imprenditori garganici stanno discutendo è quella di “un istituto di credito cooperativo”. Ma se è vero che l’operazione sipontina è aperta a tutto il territorio e soprattutto al Gargano vista la presenza anche se indiretta di Notarangelo, come si inserisce il percorso avviato da Cinaglia? “Noi siamo in ascolto, è ovvio. Ho in mente un secondo convegno, più allargato anche con professionisti del settore bancario”. Un professionista a caso, Tommaso Gozzetti ex direttore di BancApulia, oggi consulente di Gargano spa? “Con lui si può pensare ad una cosa del genere”, risponde Cimaglia. Da Vieste arriva la posizione critica di Paolo Rosiello, ex amministratore comunale oggi esponente di Confcommercio. “Io credo che il ruolo fondamentale di Manfredonia nell’organizzazione di Finanziaria Gargano spa comporti naturalmente il successivo ingresso del Gargano. Lo testimonia anche la presenza di Passalacqua e quindi anche di suo marito Notarangelo. In quella società sono presenti pezzi importanti dell’economia di Capitanata”. Rosiello concepisce una nuova banca “soltanto se improntata sul nodo degli investimenti locali, ossia per quei finanziamenti che i grandi istituti di credito non aiutano”. Lui è stato uno degli invitati alla riunione di gennaio e al nulla di fatto che fino ad oggi ne è seguito dà una spiegazione semplice. “Adesso è un po’ tardi, inizia la stagione ed abbiamo altro per la testa”. E critico il proprietario del camping Scialmarino. “Se si tratta di costruire l’ennesima società di promozione del territorio che poi non porterà a nulla, allora è inutile. Penso ad esempio a Promodaunia”.
Sul chi va là è anche Matteo D’Amato, grosso imprenditore turistico di Peschici. “Bisogna capire bene di cosa si tratta. E proprio per questo, io invito nella mia sala convegni i componenti della Finanziaria Gargano spa se vorrranno discutere anche con gli imprenditori del Gargano Nord sulle potenzialità e sullo stato dei lavori di questa iniziativa”.

Francesco Bellizzi
L’Attacco


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