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Mafia Gargano ucciso il boss

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Franco Romito è stato freddato questa mattina insieme al suo autista. Era libero da giugno dello scorso anno.

 

Duplice omicidio a Siponto. I killer avrebbero sparato con tre armi, probabilmente due mitragliette ed un fucile caricato a pallettoni, centrando l’auto Chrysler Voyager su cui viaggiavano le due vittime. Sotto il tiro delle armi sono morti Franco Romito e Giuseppe Trotta.

Franco Romito, di 43 anni, scarcerato nel giugno dello scorso anno, assolto dall’accusa di mafia, considerato dagli investigatori un «capo» delle famiglie coinvolte nella cosiddetta «faida del Gargano», che da 30 anni insanguina il Foggiano. L’uomo, proprietario del maneggio dove proprio questa mattina si stava recando, con annessa pista di «Go-kart», era in auto con Giuseppe Trotta, di 64 anni, il suo autista. I sicari, a bordo di un’altra macchina, hanno sparato numerosissimi colpi.

Vano è stato il tentativo delle vittime di aprire le portiere e fuggire per le campagne. Sul posto, dove sono in corso i rilievi tecnici della polizia, a caccia di indizi per risalire ai responsabili del duplice omicidio, sono intervenuti il sostituto procuratore della DDA di Bari Lorenzo Lerario e il sostituto procuratore di Foggia, Vincenzo Maria Pafundi.

"PROFILO" DI ROMITO
Franco Romito, l’uomo ucciso insieme al suo autista, nell’agguato di questa mattina vicino Manfredonia (Foggia) è ritenuto dagli investigatori al vertice della mafia garganica. L’uomo era legato alla famiglia Libergolis che per oltre 30 anni è stata in guerra in una faida con la famiglia dei Primosa-Alfieri che ha causato più di 35 morti e alcune "lupare bianche". Dai Libergolis Franco Romito si era poi allontanato.

Lo scorso anno era stato scarcerato dopo aver scontato una condanna di quattro anni per armi. Venne ascoltato – sempre nel 2008 – come teste nel processo «Quasimodo» a 19 imputati apricenesi e del Gargano accusati a vario titolo di duplice omicidio, occultamento di cadaveri, mafia, traffici di droga, estorsioni, armi e furto. In quella occasione Romito testimoniò contro i Libergolis.


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