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VICO/ Violentarono una minorenne pene confermate per tre

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La corte d’appello di Bari ha confermato le condanne nei confronti di Vincenzo Bisanzio, Michele Mastroioro e Vincenzo Pane, i quali dovevano rispondere di violenza sessuale di gruppo, i primi due anche di tentato omicidio; in primo grado erano stati condannati, rispettivamente, a dodici, dieci e quattro anni di reclusione.  I fatti -La sera dell’8 maggio di due anni fa, S.D i7enne di Vico del Gargano, mentre era in compagnia dei tre ragazzi, veniva violentata in un parco ai margini del centro urbano. Alla minaccia di denunciare i fatti, uno dei tre, Vincenzo Bisanzio, le avrebbe sferrato un calcio sul viso, mentre Michele Mastroiorio, dopo aver impugnato il coltello che aveva in tasca,, l’avrebbe colpita alfianco, a poco più di un cm dall’aorta. La ragazza si salvò grazie all’intervento di Vincenzo Pane il quale, bloccando la mano dell’amico Mastroiorio, evitò che potesse continuare a sferrarle altre coltellate. I tre, subito dopo, si diedero alla fuga, ma ancora una volta, lo stesso Pane soccorse la ragazza trascinandola fino all’abitazione di Claudio D’Orsi, nonostante che gli altri due amici lo sollecitassero a fuggire. La ragazza riuscì a richiamare l’attenzione dei coniugi D’Orsi che le prestarono i primi soccorsi e nello stesso tempo telefonarono a carabinieri e 118.
Nel frattempo la ragazza ebbe la forza di raccontare quanto le era accaduto, fornendo anche una dettagliata descrizione dei suoi tre presunti violentatori.
I militari della locale compagnia carabinieri si diressero direttamente presso le abitazioni dei tre ragazzi i quali erano già a letto; nel corso della perquisizione furono sequestrati anche degli indumenti sporchi ancora di sangue.
Le indagini della procura della repubblica di Lucera; il pubblico ministero, Claudio Rastrelli, chiese il rinvio a giudizio dei tre. All’udienza preliminare, innanzi al Gup, Filomena Mari i tre chiesero ed ottennero di essere giudicati con il rito abbreviato; la famiglia, costituitasi parte civile. I tre furono condannati, rispettivamente, a dodici, dieci e quattro anni di reclusione, il tutto già operata la diminuzione di un terzo per il rito abbreviato, altre alle statuizioni civilistiche. Avverso la sentenza tutti e tre hanno interposto appello, sostenendo in parte la estraneità di Vincenzo Pane, poi l’eccessività della pena anche in riferimento al titolo dei reato (oltre alla violenza sessuale di gruppo, infatti, a Bisanzio e Mastroiorio era contestato il tentato omicidio che i difensori chiedevano derubricarsi in lesioni personali). Il processo d’appello innanzi alla sezione famiglia della Corte di Bari. Il collegio difensivo degli imputati, composto dagli avvocati Giuseppe Bergantino, Fiorenzo Mastromatteo, Venanzio D’Andola, Michele Donatacci e Gaetano de Perna; parte civile, l’avvocato, Eustachio Agricola. Vincenzo Bisanzio e Vincenzo Pane agli arresti domiciliari; Michele Mastroioro resta in carcere.

Francesco Mastropaolo


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