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Una filiera tutta agricola e tutta italiana contro il business del falso made in Puglia

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“Solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione organizzata è fatto con prodotti agricoli italiani, ma nessuno lo sa. E’ per questo che Coldiretti si è impegnata nella realizzazione di una filiera agricola tutta italiana, un grande sistema agroalimentare, che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità a un prezzo giusto”. E’ quanto ha affermato il Presidente di Coldiretti, Sergio Marini, aprendo la Convention “Stop a inganni e moltiplicazioni dei prezzi.  Nasce la filiera agricola tutta italiana”, organizzata dalla Coldiretti al Palalottomatica di Roma, alla presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, del Ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, dei Sottosegretari Antonio Buonfiglio e Paolo Scarpa Bonazza Buora e del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, i quali hanno garantito che a breve l’etichettatura obbligatoria riguarderà tutte le produzioni agricole.  In mille dalla Puglia a Roma per creare un nuovo modello agro-alimentare, fondato dagli imprenditori agricoli che sappia offrire una giusta remunerazione a chi produce, un giusto prezzo e una effettiva garanzia di qualità e di trasparenza dei cibi, la valorizzazione dei primati e delle distintività del territorio, con il conseguente accrescimento del patrimonio complessivo del nostro Paese. Per questo tutti gli attori del mondo agricolo saranno coinvolti attivamente, imprese, cooperative, consorzi, associazioni  che si riconoscono nel progetto di Coldiretti, grazie ai quali in Puglia entro la fine del 2009 nasceranno 50 nuovi Mercati di Campagna Amica per ridurre la forbice dei prezzi tra produzione e consumo e recuperare valore per le imprese e i cittadini.
Il progetto si traduce in una chiara battaglia contro i falsari del ‘made in Puglia’ ed il moltiplicarsi dei prezzi dal campo alla tavola. Carciofi dall’Egitto e olive dalla Tunisia, passata di pomodoro dalla Cina e grano da Russia, Bangladesh e Canada. Parliamo di un business che agli ‘agropirati’ frutta  circa 18 miliardi di euro l’anno. Parliamo di produzioni per cui la Puglia è leader in Italia ed in qualche caso in Europa. Eppure massicci sono i quantitativi di prodotti importati dall’estero, dove la normativa in tema di qualità, lavoro e utilizzo di sostanze nocive alla salute è decisamente meno rigida, in alcuni casi inesistente.
“Con le mobilitazioni degli ultimi anni – ha ricordato il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – la Coldiretti è riuscita ad ottenere l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro e olio extravergine di oliva. Ma l’etichetta resta anonima per carne di maiale, coniglio e agnello, per pasta, conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine. Il mercato è letteralmente invaso da prodotti spacciati per pugliesi, quando, invece, hanno provenienza e qualità dubbie e che, dopo la trasformazione industriale, diventano miracolosamente “made in Puglia”.
L’inganno si concretizza anche in uno sfruttamento dell’immagine dell’intero territorio pugliese che è associato a prodotti non di qualità e per i quali non è rintracciabile la certezza della salubrità alimentare.
“Occorre moltiplicare – ha aggiunto il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – il numero di mercati degli agricoltori, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita nel 2008, battendo negozi ed ipermercati, grazie ad un incremento dell’8 per cento del valore delle vendite. Campagna amica è una formidabile occasione per aggiungere concorrenza ad un sistema ingessato da anni. I mercati di Campagna amica non solo sono una occasione di mercato per tante nostre imprese, anche e soprattutto un modo per far conoscere, apprezzare e riconoscere l’agricoltura Italiana nel mondo”.


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