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Violenza e abusi su minori: la Puglia è quarta per segnalazioni

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Una bambina di appena 12 anni e la sua mamma tratte in salvo grazie al Telefono Azzurro. E’ bastato comporre un numero 196.96 per liberarle dall’orco cattivo: un padre-padrone. Ciò che è accaduto a Cerignola nei giorni scorsi non è e non deve rimanere un episodio isolato.  Quello degli abusi e delle violenze su minori è un fenomeno di cui si parla poco, ma che nasconde tante realtà sommerse. Sono quasi mille al giorno, le chiamate ai numeri di Telefono Azzurro. Tante anche quelle giunte dalla Puglia che la vedono – secondo i dati aggiornati al 2008 – quarta regione nella graduatoria nazionale. Un dato che va letto, però, nella sua interezza, vale a dire confrontandolo anche con la densità di popolazione. La nostra regione con il suo 9.3% di segnalazioni segue regioni ben più popolose come Lombardia (15,1%), Lazio (12,9%) e Campania (11%). A chiedere aiuto sono soprattutto le bambine o le ragazze circa il 59,5% dei casi e nell’84% delle situazioni segnalate, l’età dei minori non supera i 14 anni. Gli abusi fisici e le violenze sessuali sono rispettivamente il 12,8 e il 5,4% del totale. Gli operatori di Telefono Azzurro puntano l’indice su disagi psichici che restano indifferenti al mondo degli adulti come i problemi relazioni con i genitori che costituiscono il 33% delle chiamate e i problemi per la separazione dei genitori il 18,4%. Ci sono poi la difficoltà scolastica, la trascuratezza, il bullismo. E c’è anche la solitudine, accusata nel 5,2% dei casi. A questo punto vale la pena ricordare i numeri: le linee istituzionali 19696, 199.151515. Da sei anni è attivo anche il servizio di Emergenza Infanzia – che risponde al numero 114. Tre numeri, queste che possono cambiare la vita, che possono ridare dignità a chi è stato vittima di abusi, violenze, pedofilia, e pedopornografia, anche on line.


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