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Alluvione di aprile, la Regione chiede lo stato di calamità

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Il governo regionale ha chiesto o stato di emergenza per le inondazioni che tra il 22 e il 25 aprile scorsi hanno colpito il territorio foggiano (soprattutto il Tavoliere e il subappennino). Nel corso della riunione di ieri pomeriggio, la giunta regionale ha approvato l’atto con cui chiede alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione di stato di emergenza.  L’obiettivo, come si intuisce, è di ottenere dal governo centrale lo stanziamento di fondi che possano ristorare, almeno in parte, i danni patiti dai territori interessati. Lo straripamento dei corsi d’acqua e i movimenti franosi, a causa delle piogge abbondanti e insistenti di quei giorni, hanno provocato decine di milioni di danni. La Coldiretti ha stimato danneggiamenti per 50 milioni, solo relativamente alle produzioni agricole. Per il territorio della Capitanata furono giornate difficili: non solo le campagne furono travolte dalla furia dell’acqua, ma anche diverse strade e la ferrovia rimasero inagibili per molte ore a causa dell’allagamento delle carreggiate e dei binari. Si decise di interrompere la circolazione sulla statale 16, nel tratto tra Foggia e San Severo, e tra il bivio di Ripalta e Marina di Chieuti. Chiusa anche la provinciale 190, tra Troia a Giardinetto; bloccata la linea ferroviaria adriatica nei pressi della stazione di Lesina Marina. Una situazione aggravata dal livello di guardia raggiunto dalla diga di Occhito: si decise di far defluire l’acqua dalle paratoie dell’invaso, per evitare (conseguenze ben più gravi nel caso in cui l’acqua avesse raggiunto il limite. Per qualche giorno Serracapriola e Chieuti rimasero senza acqua potabile e furono rifornite con autobotti. La Regione ha già stanziato 500mila euro ora si spera nell’intervento del governo.


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