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La diga di Occhito è isolata.

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La diga di Occhito è rimasta isolata. La strada comunale Carlantino – Occhito, unica via di collegamento all’invaso, è stata chiusa al traffico veicolare a causa di una grossa frana provocata dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi. A circa un chilometro dallo sbarramento artificiale del lago, un tratto di strada lungo 50 metri è sprofondato di un metro e mezzo risucchiando la carreggiata. I dipendenti del Consorzio di Bonifica di Capitanata, addetti al controllo e alla sicurezza dell’invaso, raggiungono il loro posto di lavoro a piedi, passando sulla frana e mettendo così a serio rischio anche la propria incolumità. A darne notizia è il sindaco di Carlantino, Vito Guerrera. Se la frana dovesse aumentare di dimensioni, rendendo impossibile il suo attraversamento anche a piedi, allora la situazione diventerebbe di elevato allarme e di emergenza assoluta. I dipendenti del Consorzio, infatti, non potrebbero raggiungere più i macchinari per regolare le paratoie. Un fatto preoccupante, soprattutto in questo momento, con la diga quasi ai massimi livelli. L’invaso, proprio per la straordinaria quantità d’acqua raccolta in questi ultimi mesi, è tenuto sotto costante e continuo monitoraggio. Tre anni fa, lo stesso tratto di strada, quegli stessi 50 metri di carreggiata, si erano abbassati di circa 20 centimetri. Il sindaco di Carlantino, Vito Guerrera, denunciò la situazione di emergenza alla Protezione civile, alla Prefettura di Foggia e alla Regione Puglia sottolineando che lo smottamento, già nel 2006, si caratterizzava come strutturale poiché riguardava un intero tratta di strada. Pochi giorni dopo, il direttore del Consorzio di Bonifica, Giuseppe D’Arcangelo, accusò Guerrera di “allarmismo” e di “esagerazioni”, mentre la Protezione Civile confermò che il pericolo non era affatto sovrastimato dal primo cittadino carlantinese. Il Genio Civile di Foggia, comunque, ha già provveduto ad effettuare un sopralluogo per valutare l’entità e la pericolosità del fenomeno.


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