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Turismo/ Puglia last minute

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Last minute, letteralmente per chi ha ancora 60 secondi di tempo per decidere Ma per chi riesce addirittura a far prima ed ha uno zaino pronto per essere messo in spalla, può bastare anche il last second, cioè una prenotazione all’ultimo secondo. Il discorso non fa una grinza per i pugliesi e per la Puglia in generale. In realtà nonostante i nomi che mettono un senso di fretta, non è che proprio occorra prenotare con così tanta premura. Certo, l’offerta va presa alla leggera, ma almeno qualche giorno di tempo si ha a disposizione per dare l’ok. Sono tanti coloro che decidono di affidarsi a questo tipo di vacanza. Poco organizzata, nel senso di preparazione personale, non c’è che dire. Ma lo spirito di avventura e quel senso di imprevedibilità possono comunque fare da mordente per una gita che magari non si era neanche preventivata. Il fatto è che, impegni lavorativi permettendo, risulta difficile resistere alla tentazione di un itinerario sconosciuto o conosciuto solo attraverso la tv. Un itinerario allettante che viene comunicato, senza intoppi, sulla propria posta elettronica perché, preventivamente, ci si è iscritti ad una newsletter ad hoc che fornisce aggiornamenti. I viaggi infatti, oltre che dalle agenzie, sempre più corrono su internet. Lo confermano i dati sul turismo on-line forniti di recente da Nielsen/NetRatings, una societ che opera nel campo dei media e delle ricerche di mercato. Dati che evidenziano una crescita negli ultimi tempi del 13% del travel on-line. Pugliesi e Puglia, si diceva. Sì, perché anche il Tacco d’Italia, sa stare sul mercato con offerte vantaggiose che attraggono visitatori dal Salento al Gargano, attraversando tutte le province. Puglia, per chi le idee le ha chiare e per chi le ha confuse: per chi va alla ricerca di sole, di mare, di campagna, di spiagge, di laghi, di relax odi divertimento. Puglia per tutti i gusti, per tutte le stagioni. E per tutte le tasche. Per quelle degli amanti dei resort a cinque stelle e più, per quelle che preferiscono spendere villeggiando in masseria, per quelle che anche l’albergo va bene, per quelle che scelgono l’agriturismo e il contatto con la natura e per quelle che alla fine è meglio un informale b&b nel centro storico del paese. L’offerta in ogni caso è sconfinata e adesso, con l’arrivo della bella stagione, le cose turisticamente parlando, vanno anche meglio. Estate, ma non solo, perché quello della destagionalizzazione è sempre più un must convincente per gli amministratori. E per far sì che questo slancio, in momenti turisticamente meno abituali, ci sia, tutti si stanno impegnando. A partire dalla Regione, che così come è accaduto nell’ultima edizione della Bit a Milano ha puntato specialmente sulla promozione di itinerari culturali e religiosi, da cogliere tutto l’anno. Puglia da tour organizzato e Puglia senza tour. Anche una scelta frettolosa, fatta all’ultimo momento non rivela sorprese: scegliere questo territorio stupirà il conterraneo che la non lo conosce bene e stupirà soprattutto chi viene a scoprirlo provenendo da altre realtà. Piacerà il Salento con le sue tradizioni radicate, con le sue tipicità, con i suoi accenti: da Lecce, ad Otranto fino all’estremità di Santa Maria di Leuca, con località che si spingono all’estremità dello stivale dove l’Adriatico si è divertito a scavare insenature e calette nella scogliera. Risalendo la costa e andando sull’altro lato, quello dello lonio, e attraversando poi percorsi colorati da viti e nodosi ulivi secolari, alberi di fico e spinosi fichi d’india, si arriva al confine con la terra di Bari, tra i trulli che cominciano a fare capolino da Alberobello, le grotte di Castellana e le distese prevalentemente sabbiose della costa del sud est da Monopoli in poi. Più su ancora e si arriva al Gargano, con le sue perle: da Vieste con il suo «Pizzomunno», e la storia dolce del suo bel marinaio innamorato della sirena Cristalda, a Peschici, da Rodi a Mattinata alle isole Tremiti. Puglia nostalgica e Puglia da ricordare. Nei filmati che si gireranno, nelle foto che si scatteranno e in quelle che, una volta di ritorno, si rivedranno a casa. Con quella davanti alla struttura ricettiva nella quale si è stati, prenotata così, con un’offerta al volo, con pochi soldi. Con quella accanto al borsone pronto dinanzi alla camera, con quel senso di ospitalità che comunque spinge a non voler andar via. E allora può darsi che effettivamente non sia ancora il momento di andare. E se questa è la sensazione dominante, per favore, che si resti ancora un altro minuto.
Maria Luisa Saponara
Corriere del Mezzogiorno


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