The news is by your side.

”Cerchiamo quel veliero inabissatosi nel 1800 Era un mercantile pugliese diretto nel porto di Vasto”

32

Un ingegnere sipontino lo avrebbe localizzato al largo delle Tremiti. Dopo aver individuato il punto nei pressi delle Tremiti dove nel
1825 si inabissò un brigantino austriaco, l’ingegnere sipontino Michelangelo De
Meo sta lavorando ora sul ritrovamento accanto alle diomedee del relitto di un
mercantile pugliese diretto nel porto di Vasto (Ch). Il veliero, naufragato nel
periodo invernale della seconda metà del 1800 durante il regno borbonico, era
definito legno o pielago. “Così – spiega De Meo – venivano chiamati i velieri
in quei periodi”. Il pielago partì dal porto di Barletta comandato da un certo
Angelo Raffaele Calabrese per andare a Vasto, per caricare delle granaglie, con
a bordo dieci persone di equipaggio compreso il comandante, tutti di Barletta.
Colti da una tempesta, il mercantile cercò di rifugiarsi nel porticciolo delle
Isole Tremiti, ma a causa del moto ondoso e della tempesta si schiantò di notte
sulle coste dell’arcipela go colando subito a picco ed adagiandosi ad una
profondità di 60 metri circa sott’acqua. Delle dieci persone di equipaggio solo
quattro si salvarono raggiungendo una delle isole. Il mattino successivo un
certo Paolo Maringovig di Camisa in Dalmazia sotto l’Impero D’Austria che si
trovava nell’Isola di Tremiti con la sua Bracciera e i suoi quattro suoi figli
per esercitare il mestiere della pesca, videro i quattro naufragati bagnati e
infreddoliti su una delle Isole e li portarono in salvo. “Ho scoperto dei
documenti inediti che parlano di questa tragedia del mare verificatesi qualche
secolo fa – racconta l’ingegnere sipontino – ho individuato il luogo dov’è
avvenuto il naufragio, però per motivi economici non sono mai state fatte delle
immersioni per verificare quello che rimane del veliero”. Il pielago è un
veliero simile al trabaccolo. Si tratta di un piccolo bastimento da pesca o
trasporto con una lunghezza di circa 20 metri, usato soprattutto nell’
Adriatico, avente due alberi con vele a terzo e un’asta di fiocco dotata di uno
o due fiocchi. L’im – barcazione, naufragata al largo delle diomedee a causa di
una tempesta, è di sicura rilevanza storica, alla stregua del brigantino
austriaco che giace sempre nei fondali tremitesi, anch’esso scoperto da De Meo
e non ancora censito ufficialmente. Vi sarebbe inoltre anche un piroscafo russo
chiamato Horniloff naufragato probabilmente tra le Tremiti e Vieste nel 1868.
“Naturalmente di queste ricerche ho fatto regolare comunicazione a tutti gli
enti senza però avere nessun riscontro”, dichiara rammaricato. “Mi piacerebbe
continuare le ricerche storiche per recuperare un pezzo di storia importante
per le Tremiti. Però le ricerche hanno un costo e gli enti preposti non
collaborano”.

MARIA TERESA VALENTE


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright