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Merce taroccata nei negozi di Capitanata

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Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Foggia oltre 10mila capi di abbigliamento Apparentemente un normale sequestro di merce contraffatta; la particolarità è che jeans, scarpe e giubbotti non erano destinati alle bancarelle dei mercati rionali, ma avrebbero riempire scaffali e vetrine di negozi. Sono oltre 10mila i capi di abbigliamento tutti griffatissimi, sequestrati dalla Guardia di Finanza del Capoluogo Dauno. Merce il cui valore è stato stimato intorno 500mila euro. Prodotti perfettamente identici gli originali con tanto di confezione contenete solette o sacchetti per assorbire l’umidità. Unico segno di "distinzione" del tarocco: la qualità piuttosto scarsa dei materiali. Merce, dunque proveniente da oltre oceano, tutta prodotta ed importata dalla Cina. Un mercato globale parallelo che dall’estremo oriente arrivava con container a San Severo. Proprio nel comune dell’Alto Tavoliere aveva la sua sede il grossista, ora denunciato insieme ad un altro collaboratore. I suoi movimenti hanno permesso di effettuare il sequestro odierno. Pare, infatti, che lo stesso avesse dei contatti con la criminalità cinese operante nel nord Italia. Scarpe ginniche, giacche e pantaloni e polo, che alla vista e al tatto risultavano perfettamente identici all’originale. Ed ecco allora il consiglio rivolto a tutti gli acquirenti da parte del Comandante provinciale della Guardia di Finanza Riccardo Brandizzi per non cadere nella trappola del tarocco. "In primis puntare sul rapporto di fiducia con il proprio commerciante; seconda cosa il tempo. Questa merce di scarsa qualità – ha detto il colonnello – tende a logorarsi piuttosto rapidamente rispetto all’originale. Infine questi prodotti, soprattutto le scarse, emanano odore intenso di petrolio".


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