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Riceviamo e pubblichiamo

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Via Cappuccini: una via centrale o  un tratturo di campagna?

Chi, tra lo scorrere dei giorni, ha guadagnato qualche anno in più da portare sulle spalle, ricorderà sicuramente che la Via Cappuccini, esattamente quella che da “sopra la Torre” porta direttamente verso l’omonima Chiesa e verso l’ex spiaggia, era una graziosa stradina formata in gran parte da acciottolato frammisto ad erba rasente e piccoli spiazzi di roccia affiorante.
Il tempo e le esigenze degli anni 60, quanto timidamente le strade di Vieste si ricoprivano di auto, hanno trasformato questo angolo in una copertura di cemento che superbamente permette la veduta verso il mare e verso i tramonti di san Lorenzo, permettendo anche un parziale utilizzo a parcheggio.
Di tempo ne è trascorso e quegli stessi anni  che ci hanno trasformati da ragazzini in giovani e in uomini , hanno anche provocato la corrosione di parecchi tratti di questa stradina mai più restaurata.
Oggi la Via Cappuccini è ancora li’ a fare da baluardo e a proteggere le case del rione di Sopra la Torre, nonchè a permettere magiche visioni spazianti verso l’infinito del mare e dei tanti pescherecci che fanno ritorno per portare il pesce appena pescato. O dove tanti turisti hanno immortalato le loro ferie utilizzando telefonini e videocamere.
Un giorno, non molto lontano, qualcuno ha effettuato degli scavi per permettere l’arrivo del gas metano anche in queste contrade. Hanno scavato e ricoperto, poi hanno riscavato e ricoperto ancora. Da allora, per quella via anticamente fatta di ciottoli e roccia appena affiorante, sono davvero cominciati i guai. Via Cappuccini oggi è tutta in rovina e non si capisce bene perché nessuno intende fare qualcosa per ripristinarla alla sua bellezza. Consumata ,rosicchiata e pericolosa , rimane nella sua desolazione. Eppure si tratta di  una strada largamente utilizzata dai residenti o dai turisti che, lasciata la loro auto, decidono di fare passeggiate per ammirare il bene prezioso gratuitamente donato da Dio e che ci ha fatto conoscere nel mondo. Neanche l’incombente minaccia di crollo sembra porre un rimedio decisivo, tranne qualche transenna sistemata qua e là senza alcun criterio.
Intanto i giorni passano e quel “baluardo” dell’antica strada, in angosciante attesa, sembra aver previsto già la sua imminente fine.  Potrebbe cadere da un momento all’altro e forse provocare danni anche alle persone? Ma che ci importa, intanto godiamoci l’estate che sta per arrivare!

Bartolo Baldi


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